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Ecco una delle postcard più belle del documentario:

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30

mar
2016

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By Brunella

Episodio 02 della Serie Web: giovani Italiani a Lisbona

On 30, mar 2016 | One Comment | In Progetto | By Brunella

Dopo l’anteprima alla Festa do Cinema Italiano 8 e 1/2 di Lisbona, ecco a voi la seconda puntata della nostra webseries, girata, naturalmente, proprio a Lisbona!
Condividete e commentate :-)

Emergency Exit La serie web. #LISBONA, ovvero i giovani, il lavoro e la felicità (im)possibile.

PREMESSA

Mentre il documentario cinematografico Emergency Exit – Giovani Italiani all’estero ha raggiunto il grande pubblico, vinto numerosi premi ed è visibile distribuito sui colossi americani Netflix, Itunes e Google Play, nel 2016 sono stati girati i 4 episodi della webserie ad esso ispirata, prodotta dalla giovane società pugliese Officinema Doc, con il contributo di Principi Attivi Regione Puglia, Apulia Film Commission e Ufficio Pugliesi nel Mondo.

Quello di Lisbona è il secondo episodio, dopo quello ambientato in Medio Oriente (Episodio 01). Ecco quello che vedrete!

 

SINOSSI

La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo”.

(F. Pessoa, ‘Il libro dell’inquietudine’, 1982)

La serie-web Emergency Exit affronta in ogni episodio una diversa emozione legata al tema della diaspora dei giovani Italiani all’estero, che oggi ha numeri sempre più alti: oltre 90.000 partenze ogni anno. In particolare, in ogni episodio almeno uno dei protagonisti è partito dalle coste della Puglia, che ritorna nei loro racconti.

Lisbona rappresenta il capitolo sull’Amore, uno dei sentimenti che, in tutte le sue forme, muove l’uomo verso la propria personale ricerca della Felicità. Rispetto ad altre epoche storiche, tuttavia, viviamo in un tempo all’apice della crisi, dove l’assenza di lavoro è una caratteristica comune a tanti Paesi; questo ha fatto sì che il lavoro sia la ragione principale per cui oggi si fanno delle scelte, piuttosto che l’amore, l’amicizia o le proprie reali aspirazioni. Più l’occupazione scarseggia e più nella sua ricerca riponiamo ogni speranza di realizzazione personale, mettendo spesso da parte sogni, famiglia, radici, amici e amore, quasi come se poter fare ciò che si desidera fosse solo un privilegio per pochi e non un diritto normale a cui aspirare.

Il Miradouro

Il Miradouro

Così, abbiamo provato a chiedere ai nostri protagonisti qui a Lisbona se la ricerca del lavoro avesse in qualche modo influenzato o meno le loro vite, la loro scelta di trasferirsi, il loro presente, e quali fossero le loro sensazioni a riguardo.

Abbiamo incontrato Roberto, ricercatore romano che oggi a Lisbona ha trovato la propria collocazione lavorativa e soprattutto una relazione stabile  – con Luis. Roberto si interroga con noi su tutto quello che c’è attorno e dopo questa ‘scelta’ di andare via, che in fondo scelta non è, se è forzata da mancanza di meritocrazia e opportunità reali. Senza svelare nulla, la sua storia è purtroppo simile a quella di molti altri ricercatori emigrati.

Girando le interviste, viene fuori che il conflitto tra aspettative negate in patria e, viceversa, affermazione altrove ha prodotto, oltre che un vero e proprio esodo, una frammentazione dell’identità così radicale che non consente  comunque di essere ‘felici’, seppure quando ci si è realizzati lavorativamente.

Roberto (Lisbona)

Roberto (Lisbona)

Dello stesso avviso è Clelia, anche lei ricercatrice toscana emigrata in Portogallo: “Poter scegliere. Questo a noi non è dato. Poter sognare con parametri e priorità altre rispetto al solo lavoro. Non si è più in grado di seguire i propri desideri di giovane, o soltanto raramente: quando lo si fa, magari ci si sente in colpa e, quando non lo si fa, si soffre”. 

Clelia e la sua piccola Violetta

Clelia e la sua piccola Violetta

Chiude la rosa di testimonianze degli Italiani a Lisbona, la storia del giovane Andriese Michele detto ‘Mino’, che, pur avendo un lavoro ‘fisso’ in Italia, ha deciso di lasciarlo e di partire per seguire l’Amore: la sua compagna aveva trovato lavoro all’estero, a Lisbona. Qui si è reinventato con un progetto molto particolare (‘Uma pizza em companhia’) non senza nostalgia e paura, ma con coraggio e determinazione: “Se immaginavo che avrei vissuto qui un giorno? Bella domanda. Ora so che la mia casa è qui, a Lisbona, una città colorata, vivace, multirazziale. Ma potrei vivere ovunque nel mondo, l’importante è stare con chi amo”.

Ad accompagnare le voci dei protagonisti, le note del fado, le infinite citazioni cinematografiche (fra cui l’immancabile ‘Lisbon Story’ di W. Wenders) e le poesie di Pessoa.

Buona visione!

mino lisbona still

Mino (Lisbona)

Scheda tecnica
PRODUZIONE: OffiCinema DOC – REGIA DI: Brunella Filì – FOTOGRAFIA: Simone Danieli e Marco Agostinacchio – MONTAGGIO: Alessandro Alliaudi – SOUND DESIGN: Peppe Burrafato – ASSISTENTE DI PRODUZIONE e SOTTOTITOLI : Lucia Crollo – AIUTO REGIA Fabiano Coscia, Giuseppe Grasso – CAST PRINCIPALE: Mino Michele Magno, Clelia Bettini, Roberto Falanga.

Contatti: filibrunella@gmail.com e info@emergencyexit.it . Vi ricordiamo infine i prossimi appuntamenti con Emergency Exit – young Italians abroad:

Prossime proiezioni

Prossime proiezioni

INFO AGGIUNTIVE

Presentato al Parlamento Europeo a Bruxelles e selezionato al prestigioso Forum degli Italian Doc Screenings, il documentario cinematografico – che precede la serie web – ha raccolto molta attenzione dai media sia nazionali che esteri: Lee Marshall ne ha tratto  un articolo su Internazionale e la regista Brunella Filì ha presentato il progetto su BBC UK, TheGuardian, Rai3. Ne hanno scritto l’Espresso, LaStampa e il Corriere.

È il primo documentario italiano che racconta le storie dei giovani italiani all’estero, raccogliendone le voci, i sogni e le speranze per il futuro andando sl posto, in un viaggio intorno al mondo, direttamente, nelle città meta d’emigrazione. Le altre puntate sono ambientate a Bruxelles, in Oman, a Madrid e Parigi.

CONTATTI

Sito ufficiale: www.emergencyexit.it

Canale Vimeo Serie Web: https://vimeo.com/emergencyexit/videos

FACEBOOK: https://www.facebook.com/emergencyexitdocutrip

TWITTER: https://twitter.com/EmergencyTwit

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04

feb
2015

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By Brunella

Primo ciak in Oman per Emergency Exit La Serie

On 04, feb 2015 | No Comments | In Progetto | By Brunella

EPISODIO #5 – OMAN

SCENA 1. ESTERNO GIORNO. DESERTO, PENISOLA DEL MUSANDAM

E’ l’alba nel deserto. I suoni leggeri del mattino ci immergono dolcemente nell’atmosfera dell’inizio della giornata dei giovani archeologi italiani emigrati a DIBBA, nel Nord dell’Oman, per lavorare nello scavo. Dibba. Un villaggio quasi rurale, con poca popolazione, molti animali, rada vegetazione. La sabbia si muove impercettibile, il rumore del vento che ne fa scivolare i granelli.
La prima preghiera del mattino risuona dalla Moschea, che risplende illuminata dalle prime luci del sole che sorge, allunga le ombre e dora i muri scrostati.

Il mare mormora in sottofondo. Gli archeologi si svegliano, fanno colazione, raccolgono i loro strumenti e si dirigono a lavoro, verso lo scavo, con la loro squadra di operai del posto, tutti vestiti di bianco, dalle lunghe barbe scure e dai profondi sguardi fieri.Sono appena le 6 del mattino.

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Partiamo tra qualche giorno.

Come sapete, abbiamo viaggiato e raccontato molto storie tra Europa (soprattutto) e Stati Uniti (come vedrete molto nel documentario cinemtagrafico appena sarà distribuito in DVD). Tuttavia, è sempre crescente il numero di giovani – fra cui molti italiani – che cercano opportunità a Est, o meglio, nel Medio Est, scommettendo, su queste terre dalle economie fortissime e in espansione, il tutto e per tutto. E non è affatto facile adattarsi alla vita vicino al deserto, con un sistema politico, burocratico, sociale, culturale e religioso così tanto diverso dal nostro… pur di realizzare il lavoro dei propri sogni, quello per cui si è studiato e per cui si sono fatti infiniti sacrifici in Italia.

L’Oman, oltre ad essere una meta ancora semi-sconosciuta, è chiamata ‘la Svizzera del Medio Oriente’ – presenta delle fondamentali diversità in termini di apertura sociale rispetto ai suoi vicini di cui si parla molto di più, nonostante sia ugualmente una monarchia e la religione sia islamica. 

Il Medio Oriente è un mondo di cui spesso – e in questi mesi ancora di più, dopo i fatti di Parigi – sentiamo parlare o siamo a conoscenza solo parzialmente, o attraverso fatti di cronaca che hanno generato un sentimento di diffidenza e talvolta paura.

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In questa puntata, ascoltando le voci dei nostri giovani italiani che vivono lì, vogliamo provare a chiederci e farvi chiedere se questa convivenza fra culture distanti sia possibile, a quale prezzo, cosa è possibile condividere e cosa no; se la prospettiva di una società multiculturale e multietnica sia in fondo destinata a prevalere sulle paure e le divisioni.

Filo conduttore della puntata e dei temi sono come sempre le storie, le emozioni e le attività giovani protagonisti, che ci racconteranno le loro giornate lontano dall’Italia, in un mondo così diverso, le loro motivazioni per partire e per tornare…e i loro sogni.

I protagonisti che conoscerete sono Francesco ed Enrica, entrambi di Bari, due archeologici che lavorano in Oman – insieme a un equipe tutta italiana. La loro squadra coordina e lavora fianco a fianco anche con un team composto da omaniti e altri mediorientali che sono diventati quasi la loro famiglia. 

Sapevate che l’Italia è prima nel mondo per la sua nobile tradizione e scuola di archeologia? Che siamo leader nella ricerca sul campo e responsabili di scoperte importantissime in terre spesso lontane e difficili? Eppure gli archeologi che lavorano in Italia sono precari e con contratti spesso ‘umilianti’ e a singhiozzo, divorati dalla burocrazia del sistema delle sovrintendenze.

Dopo aver convissuto con Francesco ed Enrica  sullo scavo di Daba, ci sposteremo poi a MASCAT, la capitale dell’Oman, per incontrare anche altri italiani, fra cui un giovane insegnante di violino, Mauro, che si è trasferito da appena un mese per insegnare in un’Accademia di Musica Omanita. Le sue impressioni sul primo impatto saranno importanti per capire luci e ombre di una scelta così radicale.

E infine l’ormai celebre Piero Rossi, che ha fondato con sua moglie Maura, un’agenzia viaggi di successo e di cui si è molto parlato, la Alkoor Viaggi. Vivono in Oman ormai da 30 anni e la loro prospettiva sull’Italia vista da lì sarà molto interessante…

Partiamo tra pochissimi giorni, a presto con gli aggiornamenti.

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Pasolini diceva: “Il rapporto tra il cinema e la mia filosofia di vita, quello che io credo sia il mio modo di vivere, si può riassumere così: un allucinato, infantile, pragmatico amore per la realtà. Il mondo sembra essere per me nient’altro che un insieme di padri e madri, verso cui ho un trasporto totale, fatto di rispetto venerante.

19

dic
2014

No Comments

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By Brunella

Qui si vota!

On 19, dic 2014 | No Comments | In Progetto | By Brunella

Grazie a Google, potete votare direttamente online il nostro sondaggio per scegliere insieme le storie e la destinazione dove ambientare la prossima tappa della serie web ispirata al documentario Emergency Exit – young Italians abroad.

CLICCATE QUI: VOTA

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Oppure, se avete altre storie da suggerirci, scriveteci attraverso la nostra pagina Facebook o all’indirizzo email info@emergencyexit.it

 

10

set
2014

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By Brunella

Eugenia

On 10, set 2014 | No Comments | In Progetto | By Brunella

Riceviamo. E pubblichiamo.

Ciao a tutti!

Sono Eugenia, una venticinquenne di Lecce che l´anno scorso, dopo una laurea in Ingegneria, ha ‘scoperto’ la necessita´di lasciare il suo paese. Un paese che ama tutt´ora e da cui mai avrebbe pensato di doversene allontanare.

La mia scelta é scaturita da un accumulo di rabbia. Rabbia per non trovare un lavoro che mi permettesse di essere finalmente indipendente economicamente dai miei genitori, dopo tutti i loro sforzi per permettermi di studiare, senza avere pretese di ricchezza. Rabbia perché i miei sforzi per laurearmi prima del tempo (23 anni) non sono stati apprezzati dal Paese che mi ha dato l´istruzione, ma sono stati apprezzati da un altro paese che non ha mai investito su di me.

Rabbia perché ho dovuto lasciare l´Italia, simbolo delle famiglie unite, perche´pensare di avere adesso una famiglia in Italia e´come commettere un crimine contro l´umanitá.

Rabbia perché avevo tanti sogni genuini, e il mio Paese, fonte di Storia, Cultura, Sciena, Intelligenza, Bellezza li stava distruggendo costringendomi ad andare via.

Ogni giorno ho una grande tristezza nel cuore e un certo senso di colpa… Ma soprattutto ho anche tanta speranza che questo periodo buio passi per tornare nella mia terra, dal mio mare, tra la mia gente per poter permittere ai miei figli di vivere la stessa fortuna che ho avuto io… essere Italiana.

Saluti a tutti, da Monaco di Baviera

Emergency Exit vince come Miglior Documentario Straniero al Madrid International Film Festival!

Qualche giorno fa siamo stati a Madrid per due ragioni: la prima è stata la selezione del doc (di cui già sapevate) al Madrid Internatiobal Film Festival 2014, in concorso con due nomination. La seconda ragione è stata far coincidere questo viaggio con le riprese di una delle tappe della nostra webseries, ispirata al film, con interviste a 3 italiani emigrati a Madrid e di cui vi parleremo nei prossimi giorni.

Ma la grande soddisfazione è stata la partecipazione a questo festival internazionale, in cui erano in competizione oltre 150 lavori da ben 25 nazioni differenti.

L’anteprima internazionale di Emergency Exit, è stata dunque il 18 luglio proprio a Madrid. 

 

 

 

 

Il giorno successivo alla proiezione, c’è stata la premiazione, a cui, per imprevisti problemi di salute, non ho potuto, con gran dispiacere partecipare. Ora va tutto bene :-)

Ecco però qualche foto felice scattata all’anteprima del film:

 Mi hanno accompagnato in questa splendida avvenura anche il nostro compositore della colonna sonora, Gioacchino Balistreri, e la nostra operatrice Paola Ferrara.

Infine, dopo un precipitoso rientro in Italia, la grande notizia arriva durante la notte in Italia, direttamente dal red carpet!

Che notizia inattesa: ringraziamo di cuore la giuria del festival che ci ha dato questo premio, e io, personalmente ringrazio tutti quelli che hanno creduto in questo film dall’inizio. Ma soprattutto gli italiani all’estero che ho incontrato in questo viaggio lungo l’Europa e gli Stati Uniti: le loro storie, il loro legame, la loro speranza nonostante tutto, hanno trasmesso un energia speciale a questo documentario, che, soprattutto all’estero, viene percepita e valorizzata.

Grazie a tutti voi.

La prossima proiezione: Ischia Film Festival 2014

Stiamo lavorando moltissimo per poter dare una distribuzione al documentario, all’estero ma soprattutto in Italia.

Riceviamo (da voi) e spediamo ogni giorno email e messaggi per cercare il modo migliore di diffondere il film e la realtà che esso racconta, vista con gli occhi dei giovani italiani all’estero. Non è facile, molto spesso occorre attendere settimane per avere risposte incerte e vaghe da parte di televisioni, uffici e piattaforme web; lo stesso circuito dei festival è un garbuglio di regolamenti, applications, invii di pacchi e materiali… e spesso non c’è nemmeno la certezza che i film vengano visti.  Ma sono certa che riusciremo. Riusciremo a darvi il modo di vedere Emergency Exit ed acquistarlo online.

Per il momento, nel corso dei prossimi mesi, ci saranno alcune proiezioni esclusive del documentario all’interno dei circuiti dei festival, spesso accompagnati da incontri con me (regista) e alcuni dei protagonisti. Il prossimo appuntamento è a ISCHIA, nell’ambito dell’ Ischia Film Festival 2014, che ha selezionato il nostro documentario nella sezione Fuori Concorso ‘Scenari': la proiezione è prevista per Sabato 28 giugno, alle ore 22, presso la splendida cornice del Castello Aragonese (sulla Terrazza del Sole). Ci sarò anche io a presentare il film, che aspettate a prenotare un weekend cinefilo a Ischia? :-)

 

Chiudiamo ricordandovi l’uscita della prima puntata della WEBSERIES ispirata al film, dedicata alla città di Bruxelles. Ha ricevuto oltre 1400 visualizzazioni in una settimana! Trovate la puntata anche sul nostro sito work in progress, www.emergencyexit.it/webseries:

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News sul documentario e Teaser serie web – Ritorno a casa

Ecco il teaser di presentazione della serie web in corso di realizzazione, ispirata al documentario. Ritornata a casa, voglio raccontarvi il mio viaggio alla ricerca dei giovani che hanno lasciato l’Italia, a ritroso, ricordando, riascoltando, riflettendo. Nel tentativo sincero di riconciliare queste storie di affermazione altrove con il qui ed ora di casa nostra e, di riflesso, di tutta l’Italia.

La prima tappa che vedrete è nuova di zecca ed è stata girata a Bruxelles, in occasione della presentazione del trailer del documentario Emergency Exit al Parlamento Europeo. I protagonisti? Giuseppe, Nicola, Pietro e Daniel e Francesca di Giovani Italiani a Bruxelles.

Il progetto della webseries, tratta appunto dal documentario che abbiamo presentato al Festival del Cinema Europeo, è stato sostenuto dalla Regione Puglia attraverso la vittoria del Bando Principi Attivi e il contributo dell’Ufficio Pugliesi nel Mondo.

PER QUANTO RIGUARDA IL DOCUMENTARIO: a breve sarà disponibile online per l’acquisto o la visione in streaming e stiamo preparando un calendario di proiezioni. Se avete suggerimenti o volete organizzare una proiezione scriveteci a info@emergencyexit.it

Alcuni dei messaggi che arrivano dai giovani italiani all’estero

Di seguito riporto alcuni dei messaggi che ci avete mandato e che pensiamo sia giusto condividere come testimonianze e spunti di riflessione.

EUGENIA, emigrata a Monaco di BavieraCiao a tutti! Sono Eugenia, una venticinquenne che l´anno scorso, dopo una laurea in Ingegneria, ha scoperto la necessita´di lasciare il suo paese. Un paese che ama tutt´ora e da cui mai avrebbe pensato di doversene allontanare. La mia scelta é scaturita da un accumulo di rabbia. Rabbia per non trovare un lavoro che mi permettesse di essere finalmente indipendente economicamente dai miei genitori, dopo tutti i loro sforzi per permettermi di studiare, senza avere pretese di ricchezza. Rabbia perché i miei sforzi per laurearmi prima del tempo (23 anni) non sono stati apprezzati dal Paese che mi ha dato l´istruzione, ma sono stati apprezzati da un altro paese che non ha mai investito su di me. Rabbia perché ho dovuto lasciare l´Italia, simbolo delle famiglie unite, perche´pensare di avere adesso una famiglia in Italia e´come commettere un crimine contro l´umanitá. Rabbia perché avevo tanti sogni genuini, e il mio Paese, fonte di Storia, Cultura, Sciena, Intelligenza, Bellezza li stava distruggendo costringendomi ad andare via. Ogni giorno ho una grande tristezza nel cuore e un certo senso di colpa… Ma soprattutto ho anche tanta speranza che questo periodo buio passi per tornare, nella mia terra, dal mio mare, tra la mia gente per poter permittere ai miei figli di vivere la stessa fortuna che ho avuto io… essere Italiana. Saluti a tutti da Monacoo di Baviera Eugenia

ANNA, emigrata in Francia: Ciao, mi chiamo Anna, ho 25 anni, sono laureata in Medicina e Chirurgia e abito a Brest, in Francia. Sosterrò tra 3 settimane il concorso francese per l’ammissione in specialità. Avevo un biglietto sola andata in tasca prima di sapere la data della laurea. Oggi tra tutti i miei compagni di corso sono la sola ad avere la certezza di poter continuare la propria formazione. Sono stata coraggiosa, ma, a volte, piango ancora di nostalgia.

LUCIA, emigrata in IndiaCiao, stamattina appena svegliata ho letto le recensioni su questo documentario e il senso di rabbia e nostalgia che pervade anche me si è riacuito. Sono un architetto, anzi no, perché in Italia puoi esserlo solo dopo aver fatto un esame di Stato e io mi rifiuto di prendere parte a questa farsa così umiliante per una professione così bella. In India sono un architetto, attualmente lavoro per una fondazione per preparare un progetto che va dalla scala urbana al restauro dei monumenti. In Italia, per oltre due anni, mi hanno ripetuto che non avevo ancora l’età per mettere il mio nome sugli articoli che io stessa scrivevo… I l punto più basso è stato toccato quando sono stata ripagata per oltre due mesi di lavoro giorno e notte con due confezioni di bagnoschiuma ( anche se era previsto un compenso) perché la professoressa di turno non voleva umiliarmi dandomi del denaro…Dopo l’India, forse ci saranno nuove mete, ma il dolore degli ultimi anni è ancora troppo forte per pensare di tornare in Italia.

HUBERT PERICiao, Prima di tutto complimenti per averci rappresentato. Anche io sono uno di quegli italiani che ha lasciato il paese, dal 2005. La mia vita di laureato in italia e durata 3 giorni, da li in Spagna per studiare un master (e lavorare), e dal 2008 in messico, lavorando per una impresa degli stati uniti occupandomi di finanza etica y formazione per cooperative di commercio equo e solidale….basicamente il lavoro che mi piacerebbe fare nel sud del mio paese. Ho 32, anni, e mi piacerebbe raccontare la mia storia…..e possibile? Intanto grazie mille e complimenti per il progetto

MARIANNASto terminando la seconda laurea magistrale.. ho un master in international business…ho fatto lavori dalla cameriera all’ufficio acquisti/vendite di diverse multinazionali tra stage e contratti precari…Ho 27 anni e la mia fortuna è stata all’estero…inizio a fine mese in una multinazionale e vorrei dire la mia ai giovani!

DANIELA – THE ITALIAN PROJECT.EU Siamo una societa di italiani a Londra e ci occupiamo di cross culture. Stiamo per lanciare un magazine che parla di eccellenza italiana qui. Contattiamoci.

Continuate a scriverci, mandateci anche delle foto o dei video, perchè stiamo mettendo su un database di testimonianze raccolte al di fuori del film, con l’obiettivo di portarle all’attenzione dei media e creare uno strumento di riflessione.

Poichè ci scrivete in molti anche per chiederci quando sarà possibile vedere il film, vi ricordo che stiamo cercando – disperatamente – una distribuzione per il documentario (cosa non semplice in Italia, come sapete) e presto pubblicheremo un calendario di proiezioni ed eventualmente le modalità per acquistare il film o il DVD online. Presto :-)

TRAILER

12

mag
2014

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In Progetto

By Brunella

Proiezione speciale in un Liceo di Taranto

On 12, mag 2014 | No Comments | In Progetto | By Brunella

Oggi c’è stata una proiezione straordinaria, nel senso di non prevista, ma tanto gradita – di Emergency Exit in una scuola superiore pugliese, a Taranto, il Liceo Aristosseno. La giornata inizia, presento il film ai ragazzi ed ai prof con tanta apprensione. Lo capiranno? Il linguaggio non è quello veloce a cui sono abituati dalla tv… Chissà.

I ragazzi osservano, chiacchierano, ogni tanto si fanno le foto con l’iPhone ed il prof si alza e li riprende; vanno a flusso continuo a fumare in bagno, dormono, si emozionano vedendo le immagini di New York. Tutto nella norma insomma, fino all’applauso finale, che non mi aspettavo :-)

Ah, dimenticavo: i veri eroi dei nostri giorni? I giovani professori, commossi e appassionati. La giovane professoressa che, alla fine della proiezione, sui titoli di coda, non riesce a parlare: singhiozza “… forse abbiamo sbagliato noi; vi stiamo consegnando a un futuro drammatico…”. Il giovane Stefano, professore che ha deciso di lasciare la sua carriera a Londra per tornare a insegnare a Taranto: “Là fuori nessuno vi regalerà niente, ma se vi impegnate da ora, se state sul pezzo, avrete la dignità di un lavoro, che sia quello del cameriere o quello del professore. Riflettete, ragazzi.” 

Finchè ci saranno questi ‘eroi’ a lottare ogni giorno, restando sul territorio affinchè non perdiamo tutte le nostre risorse migliori, io avrò speranza che le cose, un giorno, potranno migliorare in Italia.

Dopo un po’, i ragazzi si alzano per uscire e tornare in classe. Un ragazzo si stacca dalla fila, viene da me, mi stringe la mano e mi dice: ‘grazie per questo film’.

29

gen
2014

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In Progetto

By Brunella

Il trailer presentato al Parlamento Europeo

On 29, gen 2014 | No Comments | In Progetto | By Brunella

Tre minuti in anteprima, estratti dal documentario, sono stati presentati oggi al Parlamento Europeo.

Essere qui è un’esperienza unica. L’emozione ed il senso di speranza che, a prescindere da tutto, infonde il “nostro” Parlamento Europeo è fortissima. Nonostante tutte le polemiche, i conflitti, siamo Europei e abbiamo delle priorità in comune.

La locandina

Ecco la nostra nuova locandina, con le immagini tratte dal film. La locandina è opera dei nostri amici di Pooya. Bella vero?

22

mag
2013

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In Progetto

By Brunella

Due fanesi di talento a NYC

On 22, mag 2013 | No Comments | In Progetto | By Brunella

Ultimi aggiornamenti da New York.  Da oltre una settimana è iniziata la postproduzione del documentario e siamo in attesa di una prima bozza lavoro dalla sala montaggio. L’ansia di vederlo finito cresce!

Intanto, gli incontri con giovani italiani emigrati qui in USA continuano. E continua anche la mia sensazione dopo ognuno di questi incontri, ovvero tanta soddisfazione per la ricchezza umana e professionale che ritrovo in ognuno di loro… mista però al grande dispiacere nel pensare che queste energie, talenti e progettualità riescano a emergere con estrema semplicità qui e non nel nostro Paese, nonostante molti di loro ci abbiano provato e riprovato.

I miei ultimi due incontri sono stati con Alessia e Andrea, due ragazzi marchigiani, entrambi originari di Fano. Alessia Gatti ha appena 23 anni e sogna di fare l’attrice sin da quando ne aveva 14. Vive da un anno e mezzo a NYC e ha già ottenuto il visto artistico, ma dal suo racconto emerge che non è stato affatto semplice trovare la sua strada qui; in un anno ha cambiato sei appartamenti e vari lavori per mantenersi da sola e portare avanti la sua carriera: ” Tanti dall’Italia mi hanno detto che è troppo facile prendere e  andare via. Secondo me invece è stupidissimo pensare una cosa del genere: provate a 21 anni a andare via dalla famiglia, vivere da solo, trovare una casa decente e con un prezzo accettabile, in una città come questa, un ambiente dove non conosci nessuno, dove nessuno parla la tua lingua, crearti nuove relazioni o un lavoro dal nulla, contatti, sponsor per ottenere il visto e lavorare… essere sempre da solo. Non è facile. Molto spesso è più da codardi rimanere e dire di sì a una situazione che non ti piace per paura. Non bisogna giudicare chi parte“.

Ancora Alessia: “Mi piacerebbe lavorare a Roma, ma… Non posso rinunciare a quello che sto costruendo qui, ho appena ottenuto il visto. Qui sento che i miei sforzi hanno un ritorno. Tornare indietro? Per cosa? Sarebbe bello tornare… ma per lavorare! Quello sarebbe bellissimo… Ora preferisco rimanere qua e fare la gavetta, lavorare in un ristorante per potermi mantenere, piuttosto che stare con le mani in mano a Roma, aspettando una chiamata che potrebbe non arrivare mai, come capita ad alcuni dei miei amici”. 

Altro fanese d’eccezione che ho conosciuto stamattina è Andrea Lodovichetti, regista di 37 anni dal curriculum eccezionale. Andrea è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, è stato aiuto regista di Paolo Sorrentino e il suo cortometraggio ‘Sotto il mio giardino’ ha vinto il Golden Globe. Eppure, anche per lui la strada in Italia sembrava essere troppo lunga e spesso frustrante, per i motivi che ormai conosciamo bene: in Italia, i giovani, se non hanno una raccomandazione o un atteggiamento accomodante verso chi conta,  devono fare una gavetta infinita; inoltre non viene data fiducia alle idee e ai progetti più innovativi. Cosa che invece accade qui in USA, dove Andrea si è appena trasferito e ha ottenuto il visto artistico. La sua frase che mi ha colpito: “Perchè qualcuno dovrebbe volontariamente scegliere di non voler vivere più in Italia? In Italia si vive meglio che in altri paesi. Secondo me nessuno se ne andrebbe dall’Italia se non fosse costretto, in qualche modo, a farlo. Io ho resistito, ho provato, dopo di che a Luglio ho fatto il biglietto, ho chiamato l’avvocato e mi sono trasferito a New York”.

Più notizie su Andrea le trovate in questa intervista.

04

mag
2013

One Comment

In Progetto

By Brunella

Italiani nella Grande Mela: le prime interviste

On 04, mag 2013 | One Comment | In Progetto | By Brunella

Io, Lucia, Lorenzo e Camilla (Emergency Exit Team quasi al completo, questa volta) siamo a New York da quasi una settimana ormai e abbiamo iniziato a tastare il terreno USA e i suoi abitanti… specie i nostri connazionali. Che sono moltissimi e …davvero molto amati qui a New York, forse più che nel resto dei paesi Europei che abbiamo visitato.

Come si vive qui? Vale davvero la pena di mettere un Oceano di mezzo tra se e l’Italia per ricominciare tutto? La felicità è così a portata di mano, dal più ricco al meno ricco, nonostante la crisi, come racconta il Sogno Americano? E’ ancora presto per cercare di rispondere, però il dubbio c’è e resta forte… 

Per adesso, al di là dell’innegabile fascino della Grande Mela, cavalcare questa giostra piena di luci e di fumo non è affatto semplice come sembra. Per quanto, comunque, l’entusiasmo iniziale, anche per noi che siamo qui solo di passaggio, sia una spinta accelleratrice davvero fortissima, che ti fa aver voglia di girare, girare, girare, senza scendere mai…

Vi lascio con qualche foto dei primi sopralluoghi e delle prime interviste con Matteo (pugliese, giovane imprenditore di 2NYC, che qui vedete nel suo ufficio nel Chrysler Building), che vive a Manhattan;

e con Chiara (nata a Bologna, project manager presso il MoMA, di cui gestisce il sito web), che vive invece al di là del ponte, a Brooklyn.

Restate con noi in questo viaggio, non finisce qui, abbiamo appena iniziato.

Ps: il prossimo post sarà un po’ off-topic… Una lista delle mie personali impressioni…Brunella

 

 

 

02

mag
2013

No Comments

In Progetto

By Brunella

ULTIMA TAPPA: NEW YORK

On 02, mag 2013 | No Comments | In Progetto | By Brunella

Come sapete, l’ultima tappa di Emergency Exit sarà New York City, dove vivono Chiara, Anastasia, Matteo e Anna. Presto saprete molto di più su di loro, giovani italiani in America. E a New York vive anche Beth, la nostra co-producer: grazie al suo finanziamento, tutta la post produzione di Emergency Exit sarà portata a termine proprio a NY!

La consegna è prevista per la fine di Giugno, ma per i nostri co-producer e follower ci saranno a breve delle anteprime.

 

Domani mattina si parte. Mai come adesso la mia sensazione pre-partenza è stata così combattuta. Una sensazione forte: questa volta, stranamente, ancor più che indagare gli animi e ascoltare le voci di chi ha lasciato il Paese, vorrei piuttosto raccogliere quelle di chi resta qui.

Vorrei assistere. Vorrei essere presente, perchè sento che è importante per incoraggiare, avere speranza, non cedere alla disillusione, nonostante tutto. Nonostante sia estremamente preoccupata per la situazione dell’Italia, ancora una volta… Qualcuno ha detto che la la situazione tra l’Italia e la Sinistra italiana è come quella vecchia storia d’amore che si trascina da anni e che ti delude sempre, alla fine, ma in cui, in fondo, chissà perchè, non smetti di credere mai.

Beh, questa volta, dopo tutto quel che è avvenuto questa settimana in Italia (devastazione del Pd auto-inflitta e a mezzo stampa, nuovo governo nelle mani del Pdl…) ho la sensazione che per la prima volta ci sia stato un colpo così forte che lo scollamento c’è stato: stiamo proprio smettendo di crederci, in questa fottuta, vecchia storia d’amore con la sinistra italiana e forse con il Belpaese stesso. Forse non riusciremo a rimettere a posto le cose. Forse è finita per davvero?

Io sono testarda. La fine di una storia non mi piace mai. La parola MAI non mi piace. Non mi piace perdere la speranza, smettere di crederci, pensare che… non era vero niente, che è stato tutto inutile. No. Non ho fatto questo documentario per dimostrare che è meglio fuggire, andarsene, ricominciare e non pensarci più. L’ho fatto perchè ci fosse un documento, un racconto, una riflessione, seppure cruda e forte, sui danni di questi ultimi 20 anni sulle nuove generazioni. Una testimonianza di come stanno le cose adesso, ma anche una dichiarazione d’amore verso quest’Italia che oggi non ci ama come dovrebbe, ma che può ancora cambiare in meglio. Non dobbiamo perdere la speranza nelle persone.

Io ora parto. Lo porto a termine in America. E poi lo riporto in Italia, insieme alle mie gambe, alla mia testa, al mio cuore.

20

mar
2013

No Comments

In Progetto

By Brunella

Thanks to all the co-producers!

On 20, mar 2013 | No Comments | In Progetto | By Brunella

Thank you so much. Thank you because you have encouraged us, supported us, commented us, narrated and listened to us. 

Because we were not alone in the challenge, as young generation, of getting our public spaces back: in work, university, cultural, political and moral scenarios of this country, whose human resources are unique in the world for its dynamism and creativity.

Because we are not a ‘forgotten generation’ , no more.

Now I come to the point, explaining what’s going to happen to this documentary project.

FINALLY: WHAT WILL HAPPEN ‘NOW (FINGERS CROSSED!)

We have raised $ 3390.

As you can imagine, this amount wouldn’t be enough to cover everything we need, but we told you that the goal has been reached … and how?

Here’s the big news: I am pleased to announce that Emergency Exit has an EXECUTIVE PRODUCER.

Her name is Beth Di Santo, her grandparents emigrated from Abruzzo to U.S. many years ago, giving her the chance to build a career as a lawyer and become an entrepreneur and an angel investor.

Beth is very proud of her Italian roots and she’s sensitive to the theme of young Italians’ future. Even more then an Italian producer, right? :-)

Here’s what Beth has written, just after she made her IndieGoGo’s first contribution:

My grandparents emigrated from Italy to the USA in the early 1900’s. In the U.S., I had the opportunity to build a promising future and young Italians living in Italy Should Have the same opportunity to build a future in Italy. I believe your story (and the story of each of your Protagonists) is very important to tell. My heart is with my Italian heritage and I want to help get this documentary finished and seen!

The remaining funds will be integrated (outside of IndieGoGo) by Beth, who has decided to give us confidence and invest in the completion and distribution of this documentary in the United States and Festival of documentaries (if it will be selected), financing also a stage of interviews in New York City and the post-production in the USA, ; these last shooting will be made as soon as we organize our trip/contacts and visas.

This amazing news (I admit that it is the dream of every filmmaker that come true) is accompanied – stuff you would not believe! – by another incredible and unexpected positive developments of Emergency Exit: our team won an application for funding called ‘Principi Attivi‘. Emergency Exit Project arrived 16th on thousand applications. So we can also announce that we will make a documentary’s FOLLOW UP: Emergency Exit will evolve into a WEB SERIES and interactive work!! Six or more brand new episodes in different cities and new characters, that will be visible in streaming on our website and through other new medias, thanks to the funds we will receive from Apulia, our country in the South of Italy. Pre-production of these new episodes will begin during summer, probably. The website will also share stories and create new connections and exchange of ideas, trying to make a change in our country  by listening young voices and experiences.

So all is well what ends well..? We hope so. Work and focus to achieve a goal, to important stories, all this is an effort that is rewarded: my reward was definitely to receive the support of many young and talented people during this journey. Receiving new funds to continue doing so: could we ask anything else?

Concluding:

– The interviews in London had already been shooted , self-financed, due to best timing, availability and because we wanted to follow the elections with the large group of expats in London;

– Bill Emmott was also already interviewed before the end of crowdfunding, cause he was in Italy and we intercepted him in Milan: excellent interview!

– The stop in Berlin with Clara and Ilaria is definitively postponed and included in the follow-up (web series), so we could take advantage of a better weather to shoot.

– At the end of April we’ll be in New York City for shooting and probably EDIT and POST-PRODUCE the film, before distribute it in several documentary festivals.

– June: come back to Italy and shipping of the DVD to all the Funders of IndieGoGo!

– July: starting with preparation of the web series.

For all these reasons, you will receive your reward and copy of the documentary when it will be ready: the date of delivery is just postponed  (end of May – first days of June) but just to allow young Italians in U.S. to be represented in the film and also to tell their point of view.

You will be constantly updated on each step and, indeed, those of you who wish to do so, can send us: a short video or photos or text. Videos will be included in the credits and / or extras of the DVD and in a special section of Emergency Exit website, as well

 Thanks again to everyone for your confidence and for demonstrating that funding arts and creativity is possible and that together we can make a positive change happen.

Let’s do what we can, so that living abroad could become a ‘pleasure exit’ and… Italy … become a country where you have both the desire and opportunities to come back.