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Ecco una delle postcard più belle del documentario:

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Progetto

22

mag
2013

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In Progetto

By Brunella

Due fanesi di talento a NYC

On 22, mag 2013 | No Comments | In Progetto | By Brunella

Ultimi aggiornamenti da New York.  Da oltre una settimana è iniziata la postproduzione del documentario e siamo in attesa di una prima bozza lavoro dalla sala montaggio. L’ansia di vederlo finito cresce!

Intanto, gli incontri con giovani italiani emigrati qui in USA continuano. E continua anche la mia sensazione dopo ognuno di questi incontri, ovvero tanta soddisfazione per la ricchezza umana e professionale che ritrovo in ognuno di loro… mista però al grande dispiacere nel pensare che queste energie, talenti e progettualità riescano a emergere con estrema semplicità qui e non nel nostro Paese, nonostante molti di loro ci abbiano provato e riprovato.

I miei ultimi due incontri sono stati con Alessia e Andrea, due ragazzi marchigiani, entrambi originari di Fano. Alessia Gatti ha appena 23 anni e sogna di fare l’attrice sin da quando ne aveva 14. Vive da un anno e mezzo a NYC e ha già ottenuto il visto artistico, ma dal suo racconto emerge che non è stato affatto semplice trovare la sua strada qui; in un anno ha cambiato sei appartamenti e vari lavori per mantenersi da sola e portare avanti la sua carriera: ” Tanti dall’Italia mi hanno detto che è troppo facile prendere e  andare via. Secondo me invece è stupidissimo pensare una cosa del genere: provate a 21 anni a andare via dalla famiglia, vivere da solo, trovare una casa decente e con un prezzo accettabile, in una città come questa, un ambiente dove non conosci nessuno, dove nessuno parla la tua lingua, crearti nuove relazioni o un lavoro dal nulla, contatti, sponsor per ottenere il visto e lavorare… essere sempre da solo. Non è facile. Molto spesso è più da codardi rimanere e dire di sì a una situazione che non ti piace per paura. Non bisogna giudicare chi parte“.

Ancora Alessia: “Mi piacerebbe lavorare a Roma, ma… Non posso rinunciare a quello che sto costruendo qui, ho appena ottenuto il visto. Qui sento che i miei sforzi hanno un ritorno. Tornare indietro? Per cosa? Sarebbe bello tornare… ma per lavorare! Quello sarebbe bellissimo… Ora preferisco rimanere qua e fare la gavetta, lavorare in un ristorante per potermi mantenere, piuttosto che stare con le mani in mano a Roma, aspettando una chiamata che potrebbe non arrivare mai, come capita ad alcuni dei miei amici”. 

Altro fanese d’eccezione che ho conosciuto stamattina è Andrea Lodovichetti, regista di 37 anni dal curriculum eccezionale. Andrea è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, è stato aiuto regista di Paolo Sorrentino e il suo cortometraggio ‘Sotto il mio giardino’ ha vinto il Golden Globe. Eppure, anche per lui la strada in Italia sembrava essere troppo lunga e spesso frustrante, per i motivi che ormai conosciamo bene: in Italia, i giovani, se non hanno una raccomandazione o un atteggiamento accomodante verso chi conta,  devono fare una gavetta infinita; inoltre non viene data fiducia alle idee e ai progetti più innovativi. Cosa che invece accade qui in USA, dove Andrea si è appena trasferito e ha ottenuto il visto artistico. La sua frase che mi ha colpito: “Perchè qualcuno dovrebbe volontariamente scegliere di non voler vivere più in Italia? In Italia si vive meglio che in altri paesi. Secondo me nessuno se ne andrebbe dall’Italia se non fosse costretto, in qualche modo, a farlo. Io ho resistito, ho provato, dopo di che a Luglio ho fatto il biglietto, ho chiamato l’avvocato e mi sono trasferito a New York”.

Più notizie su Andrea le trovate in questa intervista.

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