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Ecco una delle postcard più belle del documentario:

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STORIE DI GIOVANI ITALIANI ALL'ESTERO

La prossima proiezione: Ischia Film Festival 2014

Stiamo lavorando moltissimo per poter dare una distribuzione al documentario, all’estero ma soprattutto in Italia.

Riceviamo (da voi) e spediamo ogni giorno email e messaggi per cercare il modo migliore di diffondere il film e la realtà che esso racconta, vista con gli occhi dei giovani italiani all’estero. Non è facile, molto spesso occorre attendere settimane per avere risposte incerte e vaghe da parte di televisioni, uffici e piattaforme web; lo stesso circuito dei festival è un garbuglio di regolamenti, applications, invii di pacchi e materiali… e spesso non c’è nemmeno la certezza che i film vengano visti.  Ma sono certa che riusciremo. Riusciremo a darvi il modo di vedere Emergency Exit ed acquistarlo online.

Per il momento, nel corso dei prossimi mesi, ci saranno alcune proiezioni esclusive del documentario all’interno dei circuiti dei festival, spesso accompagnati da incontri con me (regista) e alcuni dei protagonisti. Il prossimo appuntamento è a ISCHIA, nell’ambito dell’ Ischia Film Festival 2014, che ha selezionato il nostro documentario nella sezione Fuori Concorso ‘Scenari': la proiezione è prevista per Sabato 28 giugno, alle ore 22, presso la splendida cornice del Castello Aragonese (sulla Terrazza del Sole). Ci sarò anche io a presentare il film, che aspettate a prenotare un weekend cinefilo a Ischia? :-)

 

Chiudiamo ricordandovi l’uscita della prima puntata della WEBSERIES ispirata al film, dedicata alla città di Bruxelles. Ha ricevuto oltre 1400 visualizzazioni in una settimana! Trovate la puntata anche sul nostro sito work in progress, www.emergencyexit.it/webseries:

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News sul documentario e Teaser serie web – Ritorno a casa

Ecco il teaser di presentazione della serie web in corso di realizzazione, ispirata al documentario. Ritornata a casa, voglio raccontarvi il mio viaggio alla ricerca dei giovani che hanno lasciato l’Italia, a ritroso, ricordando, riascoltando, riflettendo. Nel tentativo sincero di riconciliare queste storie di affermazione altrove con il qui ed ora di casa nostra e, di riflesso, di tutta l’Italia.

La prima tappa che vedrete è nuova di zecca ed è stata girata a Bruxelles, in occasione della presentazione del trailer del documentario Emergency Exit al Parlamento Europeo. I protagonisti? Giuseppe, Nicola, Pietro e Daniel e Francesca di Giovani Italiani a Bruxelles.

Il progetto della webseries, tratta appunto dal documentario che abbiamo presentato al Festival del Cinema Europeo, è stato sostenuto dalla Regione Puglia attraverso la vittoria del Bando Principi Attivi e il contributo dell’Ufficio Pugliesi nel Mondo.

PER QUANTO RIGUARDA IL DOCUMENTARIO: a breve sarà disponibile online per l’acquisto o la visione in streaming e stiamo preparando un calendario di proiezioni. Se avete suggerimenti o volete organizzare una proiezione scriveteci a info@emergencyexit.it

Alcuni dei messaggi che arrivano dai giovani italiani all’estero

Di seguito riporto alcuni dei messaggi che ci avete mandato e che pensiamo sia giusto condividere come testimonianze e spunti di riflessione.

EUGENIA, emigrata a Monaco di BavieraCiao a tutti! Sono Eugenia, una venticinquenne che l´anno scorso, dopo una laurea in Ingegneria, ha scoperto la necessita´di lasciare il suo paese. Un paese che ama tutt´ora e da cui mai avrebbe pensato di doversene allontanare. La mia scelta é scaturita da un accumulo di rabbia. Rabbia per non trovare un lavoro che mi permettesse di essere finalmente indipendente economicamente dai miei genitori, dopo tutti i loro sforzi per permettermi di studiare, senza avere pretese di ricchezza. Rabbia perché i miei sforzi per laurearmi prima del tempo (23 anni) non sono stati apprezzati dal Paese che mi ha dato l´istruzione, ma sono stati apprezzati da un altro paese che non ha mai investito su di me. Rabbia perché ho dovuto lasciare l´Italia, simbolo delle famiglie unite, perche´pensare di avere adesso una famiglia in Italia e´come commettere un crimine contro l´umanitá. Rabbia perché avevo tanti sogni genuini, e il mio Paese, fonte di Storia, Cultura, Sciena, Intelligenza, Bellezza li stava distruggendo costringendomi ad andare via. Ogni giorno ho una grande tristezza nel cuore e un certo senso di colpa… Ma soprattutto ho anche tanta speranza che questo periodo buio passi per tornare, nella mia terra, dal mio mare, tra la mia gente per poter permittere ai miei figli di vivere la stessa fortuna che ho avuto io… essere Italiana. Saluti a tutti da Monacoo di Baviera Eugenia

ANNA, emigrata in Francia: Ciao, mi chiamo Anna, ho 25 anni, sono laureata in Medicina e Chirurgia e abito a Brest, in Francia. Sosterrò tra 3 settimane il concorso francese per l’ammissione in specialità. Avevo un biglietto sola andata in tasca prima di sapere la data della laurea. Oggi tra tutti i miei compagni di corso sono la sola ad avere la certezza di poter continuare la propria formazione. Sono stata coraggiosa, ma, a volte, piango ancora di nostalgia.

LUCIA, emigrata in IndiaCiao, stamattina appena svegliata ho letto le recensioni su questo documentario e il senso di rabbia e nostalgia che pervade anche me si è riacuito. Sono un architetto, anzi no, perché in Italia puoi esserlo solo dopo aver fatto un esame di Stato e io mi rifiuto di prendere parte a questa farsa così umiliante per una professione così bella. In India sono un architetto, attualmente lavoro per una fondazione per preparare un progetto che va dalla scala urbana al restauro dei monumenti. In Italia, per oltre due anni, mi hanno ripetuto che non avevo ancora l’età per mettere il mio nome sugli articoli che io stessa scrivevo… I l punto più basso è stato toccato quando sono stata ripagata per oltre due mesi di lavoro giorno e notte con due confezioni di bagnoschiuma ( anche se era previsto un compenso) perché la professoressa di turno non voleva umiliarmi dandomi del denaro…Dopo l’India, forse ci saranno nuove mete, ma il dolore degli ultimi anni è ancora troppo forte per pensare di tornare in Italia.

HUBERT PERICiao, Prima di tutto complimenti per averci rappresentato. Anche io sono uno di quegli italiani che ha lasciato il paese, dal 2005. La mia vita di laureato in italia e durata 3 giorni, da li in Spagna per studiare un master (e lavorare), e dal 2008 in messico, lavorando per una impresa degli stati uniti occupandomi di finanza etica y formazione per cooperative di commercio equo e solidale….basicamente il lavoro che mi piacerebbe fare nel sud del mio paese. Ho 32, anni, e mi piacerebbe raccontare la mia storia…..e possibile? Intanto grazie mille e complimenti per il progetto

MARIANNASto terminando la seconda laurea magistrale.. ho un master in international business…ho fatto lavori dalla cameriera all’ufficio acquisti/vendite di diverse multinazionali tra stage e contratti precari…Ho 27 anni e la mia fortuna è stata all’estero…inizio a fine mese in una multinazionale e vorrei dire la mia ai giovani!

DANIELA – THE ITALIAN PROJECT.EU Siamo una societa di italiani a Londra e ci occupiamo di cross culture. Stiamo per lanciare un magazine che parla di eccellenza italiana qui. Contattiamoci.

Continuate a scriverci, mandateci anche delle foto o dei video, perchè stiamo mettendo su un database di testimonianze raccolte al di fuori del film, con l’obiettivo di portarle all’attenzione dei media e creare uno strumento di riflessione.

Poichè ci scrivete in molti anche per chiederci quando sarà possibile vedere il film, vi ricordo che stiamo cercando – disperatamente – una distribuzione per il documentario (cosa non semplice in Italia, come sapete) e presto pubblicheremo un calendario di proiezioni ed eventualmente le modalità per acquistare il film o il DVD online. Presto :-)

TRAILER

12

mag
2014

No Comments

In Progetto

By Brunella

Proiezione speciale in un Liceo di Taranto

On 12, mag 2014 | No Comments | In Progetto | By Brunella

Oggi c’è stata una proiezione straordinaria, nel senso di non prevista, ma tanto gradita – di Emergency Exit in una scuola superiore pugliese, a Taranto, il Liceo Aristosseno. La giornata inizia, presento il film ai ragazzi ed ai prof con tanta apprensione. Lo capiranno? Il linguaggio non è quello veloce a cui sono abituati dalla tv… Chissà.

I ragazzi osservano, chiacchierano, ogni tanto si fanno le foto con l’iPhone ed il prof si alza e li riprende; vanno a flusso continuo a fumare in bagno, dormono, si emozionano vedendo le immagini di New York. Tutto nella norma insomma, fino all’applauso finale, che non mi aspettavo :-)

Ah, dimenticavo: i veri eroi dei nostri giorni? I giovani professori, commossi e appassionati. La giovane professoressa che, alla fine della proiezione, sui titoli di coda, non riesce a parlare: singhiozza “… forse abbiamo sbagliato noi; vi stiamo consegnando a un futuro drammatico…”. Il giovane Stefano, professore che ha deciso di lasciare la sua carriera a Londra per tornare a insegnare a Taranto: “Là fuori nessuno vi regalerà niente, ma se vi impegnate da ora, se state sul pezzo, avrete la dignità di un lavoro, che sia quello del cameriere o quello del professore. Riflettete, ragazzi.” 

Finchè ci saranno questi ‘eroi’ a lottare ogni giorno, restando sul territorio affinchè non perdiamo tutte le nostre risorse migliori, io avrò speranza che le cose, un giorno, potranno migliorare in Italia.

Dopo un po’, i ragazzi si alzano per uscire e tornare in classe. Un ragazzo si stacca dalla fila, viene da me, mi stringe la mano e mi dice: ‘grazie per questo film’.

Recensione del film su Sentieri Selvaggi

On 03, mag 2014 | No Comments | In Diario, Points of view, PRESS | By Brunella

Un’altra recensione uscita dopo l’anteprima al festival del Cinema Europeo di Lecce:

“Il tema del lavoro nella stringente attualità si è poi insidiato nel lavoro della giovane regista pugliese Brunella Filì, Emergency Exit: documentario itinerante che osserva e parla con giovani italiani emigrati all’estero (Europa e America), purtroppo sempre più unica effettiva fonte di lavoro – che in più valorizzi e che sia affine a ciò che si è studiato. Il documentario trova il suo punto di forza in quello che avrebbe potuto essere anche il suo limite più grande: la stretta vicinanza della regista all’argomento e la netta partecipazione emotiva che tuttavia si fa razionale e attenta, osservatrice in modo particolare dei dettagli, tutti i piccoli gesti e gli oggetti che più di tante parole possono trasmettere dei messaggi”.

Qui il link all’articolo completo.

Emergency Exit su Internazionale dopo l’anteprima Al Festival del Cinema Europeo

Ancora una volta è lo sguardo disincantato di un giornalista straniero – Lee Marshall, che vive e lavora in Italia da oltre vent’anni, papà di una giovane ventiquattrenne che studia in UK – a cogliere la realtà del nostro Paese in maniera oggettiva. E a scrivere un’analisi-recensione del nostro film che sinceramente ci onora.

Qui trovate il link all’articolo, uscito sulle pagine online di Internazionale, che ha suscitato oltre 5000 condivisioni in rete e tantissimi messaggi indirizzati a noi.

Ho avuto la fortuna di parlare di persona con Lee al Festival del Cinema Europeo di Lecce, dove come sapete c’è stata la premiere mondiale di Emergency Exit. Lee mi ha raccontato di aver già iniziato una sua personale ricerca sul tema della diaspora dei giovani italiani ed il documentario ha dato uno spunto per raccontare anche il difficile percorso umano che si cela dietro i numeri legati al fenomeno. Mi ha fatto moltissime domande sui protagonisti del film, ma anche sul perchè avessi deciso di raccontare queste storie dal punto di vista dei sentimenti e dell’interiorità. Come sapete, la risposta è perchè questo mi ha toccato da vicino, dato che almeno 3 su 5 fra i miei amici e conoscenti sono dovuti partire senza avere la possibilità di rientrare.

L’opportunità di parlare con Lee del film ed il suo articolo sono, per tutto il nostro team, proprio una grande soddisfazione: il suo discorso ha centrato la maggior parte degli spunti, vari e diversi tra loro, che col documentario abbiamo cercato di lanciare per stimolare una riflessione, dal fatto che non si tratta più solo di cervelli, ma di cuori e persone in cerca di una vita normale; alle sensazioni di rabbia, mista a nostalgia, che spesso prevalgono sulla felicità dell’auto-affermazione raggiunta; al fatto che quella che viene definita ‘fuga’ comporta invece moltissime difficoltà e sacrifici; per finire con i numeri sconcertanti:

L’Italia ha spodestato perfino un paese del Commonwealth che per anni è stato il principale fornitore di immigrati nel Regno Unito: l’India. Tra il 2002 e il 2005, per ogni italiano che chiedeva il codice fiscale inglese c’erano tra i tre e i quattro indiani. Adesso ci sono tre italiani ogni due indiani. E siccome giocare con i numeri è divertente, ecco un altro dato sorprendente: ormai il numero di italiani che si trasferiscono in Gran Bretagna ogni anno supera il numero di albanesi e marocchini messi insieme che arrivano in Italia

Il suo interesse sincero e obiettivo per questo problema, così come l’altissimo numero di condivisioni in rete, è stato una nuova, enorme iniezione di entusiasmo per continuare questo percorso di distribuzione indipendente. Significa che stiamo facendo bene a parlarne e a far girare il film, scoperchiando una pentola che bolle da tempo ormai e di cui spesso si sottovaluta la gravità.

Ho solo una cosa da precisare, per concludere: nell’articolo il film è definito “un documentario bello ma triste“. Non sono del tutto d’accordo, anche se capisco il motivo. Tuttavia preferirei: un documentario bello su una situazione triste. Una situazione che, una volta che se n’è preso coscienza, possiamo cambiare, se tutti noi lo vogliamo.

29

gen
2014

No Comments

In Progetto

By Brunella

Il trailer presentato al Parlamento Europeo

On 29, gen 2014 | No Comments | In Progetto | By Brunella

Tre minuti in anteprima, estratti dal documentario, sono stati presentati oggi al Parlamento Europeo.

Essere qui è un’esperienza unica. L’emozione ed il senso di speranza che, a prescindere da tutto, infonde il “nostro” Parlamento Europeo è fortissima. Nonostante tutte le polemiche, i conflitti, siamo Europei e abbiamo delle priorità in comune.

La locandina

Ecco la nostra nuova locandina, con le immagini tratte dal film. La locandina è opera dei nostri amici di Pooya. Bella vero?

CI SIAMO.

Come promesso e per rispondere a quanti di voi ci chiedono come procede il lavoro, a cui in molti avete contribuito su Indiegogo, vi aggiorniamo sullo stato del documentario e sulla data di uscita.

Come ricorderete, eravamo rimasti a Maggio, all’ultima tappa del docu-trip negli Stati Uniti, a New York City, dove siamo atterrati dopo che una produttrice americana – Beth – aveva deciso di finanziare parte del progetto – la fase di post produzione – attraverso Indiegogo e altri sostegni diretti una volta arrivati in USA.

Così, abbiamo deciso tutti insieme che, per comodità, ci saremmo fermati per circa due mesi a NY, dove, oltre a girare le ultime interviste, avremmo anche terminato il montaggio, la color correction e l’audio mixing, con uno staff tutto reclutato sul posto, in grado di terminare la post produzione del film.

Ed ora eccoci qui, in Italia, due mesi dopo.

Com’è andata?

Beh, come ogni sogno americano che si rispetti (e questo lo sapete se avete visto i tanti film che ne parlano), non è tutto oro quello che luccica, c’è sempre un prezzo da pagare e anche questa grande esperienza di vita americana, cui nessuno avrebbe potuto dire di no, lo ha avuto… in termini di tempo ‘perso’. Sorvolo, al momento, sulle mie considerazioni personali circa mia esperienza a New York in questi mesi, sicuramente molto interessante, per andare al dunque e raccontarvi solo del documentario. Prometto che il post ‘post-NY’ arriverà!

Tornando dunque alle sorti del nostro documentario, se da un lato sono pienamente soddisfatta delle interviste e delle persone incredibili che abbiamo incontrato e intervistato (Alessia, Andrea, Matteo e Chiara, di cui vi ho parlato nei post precdenti), della ricchezza che le le loro testimonianze hanno dato al film che vedrete, dall’altro lato, quello tecnico, che attiene al montaggio del film, purtroppo non è andata affatto come speravamo. Il lavoro, sebbene sia stato condotto dalla montatrice con molte energie, ha del tutto disatteso le nostre aspettative dal punto di vista della qualità formale, dell’emotività e dell’originalità del discorso. Oltre a non essere stato portato a termine nei tempi previsti. E’ stato un grosso errore di valutazione da parte nostra nella selezione dello staff con la sensibilità e l’esperienza più adatta al tema, al linguaggio e allo stile di tutto il progetto.

Può succedere. Un film è un’entità imprevedibile nel suo processo produttivo, ancora di più se si tratta di un documentario indipendente, che non ha una sceneggiatura da seguire. Sta all’abilità del montatore dare un apporto originale ed una struttura narrativa coinvolgente ai contenuti selezionati dal regista e dall’autore.

Per farvela breve: non volendo accontentarci di un prodotto finito che non restituiva la profondità del tema e delle storie, dopo tutto il lavoro condotto in un anno di viaggi e la fatica di tante persone coinvolte, una volta tornata in Italia ho deciso insieme al mio staff di fare un passo indietro e rimettermi al lavoro rimontando il documentario, completamente.

Una decisione che abbiamo preso, dopo un inevitabile primo momento di frustrazione e delusione, con estrema consapevolezza. Meglio ritardare i tempi, rinunciando al lancio che avevamo programmato, ma almeno mostrare un film più profondo e articolato, in cui riconoscere l’identità iniziale di questo progetto, che potesse smuovere qualcosa, restituire autenticità ed approfondimento, ma che allo stesso tempo non perdesse il suo lato artistico e creativo.

Così stanno le cose, ed era doveroso aggiornarvi su quanto accaduto.

Questo ha portato naturalmente all’allungarsi dei tempi di post produzione, dato che dal nostro rientro e per tutta l’estate dovremo continuare il lavoro ma… finalmente adesso possiamo comunicarvi che il ri-montaggio è quasi terminato e che il documentario definitivo sarà presto pronto per l’audio mixing, il sound design e la color correction, le ultime fasi di un film – durata: circa due settimane di lavoro – che si svolgeranno dalla fine di Agosto alla metà di Settembre circa a Torino.

Possiamo quindi confermare l’uscita entro il mese di Settembre, in anteprima soltanto per i funders di Indiegogo che riceveranno il download o il dvd prima di chiunque altro :-)

Successivamente, il destino che vorremmo per il documentario sarebbe che circolasse il più possibile in ambiti pubblici, in Italia ed all’estero, dove magari aprire un dibattito e parlare dei temi trattati: rassegne, festival, eventi e manifestazioni culturali e via dicendo. Chiunque vorrà segnalarceli, da ogni paese del mondo, sarà il benvenuto. E poi chissà.

Vi auguro una buona estate, ovunque voi siate nel mondo, anche da parte di tutto il nostro staff. Arrivederci a Settembre!

PS: E ancora Grazie per la pazienza, il sostegno e l’incoraggiamento che ci fate arrivare coi vostri messaggi.

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22

mag
2013

No Comments

In Progetto

By Brunella

Due fanesi di talento a NYC

On 22, mag 2013 | No Comments | In Progetto | By Brunella

Ultimi aggiornamenti da New York.  Da oltre una settimana è iniziata la postproduzione del documentario e siamo in attesa di una prima bozza lavoro dalla sala montaggio. L’ansia di vederlo finito cresce!

Intanto, gli incontri con giovani italiani emigrati qui in USA continuano. E continua anche la mia sensazione dopo ognuno di questi incontri, ovvero tanta soddisfazione per la ricchezza umana e professionale che ritrovo in ognuno di loro… mista però al grande dispiacere nel pensare che queste energie, talenti e progettualità riescano a emergere con estrema semplicità qui e non nel nostro Paese, nonostante molti di loro ci abbiano provato e riprovato.

I miei ultimi due incontri sono stati con Alessia e Andrea, due ragazzi marchigiani, entrambi originari di Fano. Alessia Gatti ha appena 23 anni e sogna di fare l’attrice sin da quando ne aveva 14. Vive da un anno e mezzo a NYC e ha già ottenuto il visto artistico, ma dal suo racconto emerge che non è stato affatto semplice trovare la sua strada qui; in un anno ha cambiato sei appartamenti e vari lavori per mantenersi da sola e portare avanti la sua carriera: ” Tanti dall’Italia mi hanno detto che è troppo facile prendere e  andare via. Secondo me invece è stupidissimo pensare una cosa del genere: provate a 21 anni a andare via dalla famiglia, vivere da solo, trovare una casa decente e con un prezzo accettabile, in una città come questa, un ambiente dove non conosci nessuno, dove nessuno parla la tua lingua, crearti nuove relazioni o un lavoro dal nulla, contatti, sponsor per ottenere il visto e lavorare… essere sempre da solo. Non è facile. Molto spesso è più da codardi rimanere e dire di sì a una situazione che non ti piace per paura. Non bisogna giudicare chi parte“.

Ancora Alessia: “Mi piacerebbe lavorare a Roma, ma… Non posso rinunciare a quello che sto costruendo qui, ho appena ottenuto il visto. Qui sento che i miei sforzi hanno un ritorno. Tornare indietro? Per cosa? Sarebbe bello tornare… ma per lavorare! Quello sarebbe bellissimo… Ora preferisco rimanere qua e fare la gavetta, lavorare in un ristorante per potermi mantenere, piuttosto che stare con le mani in mano a Roma, aspettando una chiamata che potrebbe non arrivare mai, come capita ad alcuni dei miei amici”. 

Altro fanese d’eccezione che ho conosciuto stamattina è Andrea Lodovichetti, regista di 37 anni dal curriculum eccezionale. Andrea è diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, è stato aiuto regista di Paolo Sorrentino e il suo cortometraggio ‘Sotto il mio giardino’ ha vinto il Golden Globe. Eppure, anche per lui la strada in Italia sembrava essere troppo lunga e spesso frustrante, per i motivi che ormai conosciamo bene: in Italia, i giovani, se non hanno una raccomandazione o un atteggiamento accomodante verso chi conta,  devono fare una gavetta infinita; inoltre non viene data fiducia alle idee e ai progetti più innovativi. Cosa che invece accade qui in USA, dove Andrea si è appena trasferito e ha ottenuto il visto artistico. La sua frase che mi ha colpito: “Perchè qualcuno dovrebbe volontariamente scegliere di non voler vivere più in Italia? In Italia si vive meglio che in altri paesi. Secondo me nessuno se ne andrebbe dall’Italia se non fosse costretto, in qualche modo, a farlo. Io ho resistito, ho provato, dopo di che a Luglio ho fatto il biglietto, ho chiamato l’avvocato e mi sono trasferito a New York”.

Più notizie su Andrea le trovate in questa intervista.

04

mag
2013

One Comment

In Progetto

By Brunella

Italiani nella Grande Mela: le prime interviste

On 04, mag 2013 | One Comment | In Progetto | By Brunella

Io, Lucia, Lorenzo e Camilla (Emergency Exit Team quasi al completo, questa volta) siamo a New York da quasi una settimana ormai e abbiamo iniziato a tastare il terreno USA e i suoi abitanti… specie i nostri connazionali. Che sono moltissimi e …davvero molto amati qui a New York, forse più che nel resto dei paesi Europei che abbiamo visitato.

Come si vive qui? Vale davvero la pena di mettere un Oceano di mezzo tra se e l’Italia per ricominciare tutto? La felicità è così a portata di mano, dal più ricco al meno ricco, nonostante la crisi, come racconta il Sogno Americano? E’ ancora presto per cercare di rispondere, però il dubbio c’è e resta forte… 

Per adesso, al di là dell’innegabile fascino della Grande Mela, cavalcare questa giostra piena di luci e di fumo non è affatto semplice come sembra. Per quanto, comunque, l’entusiasmo iniziale, anche per noi che siamo qui solo di passaggio, sia una spinta accelleratrice davvero fortissima, che ti fa aver voglia di girare, girare, girare, senza scendere mai…

Vi lascio con qualche foto dei primi sopralluoghi e delle prime interviste con Matteo (pugliese, giovane imprenditore di 2NYC, che qui vedete nel suo ufficio nel Chrysler Building), che vive a Manhattan;

e con Chiara (nata a Bologna, project manager presso il MoMA, di cui gestisce il sito web), che vive invece al di là del ponte, a Brooklyn.

Restate con noi in questo viaggio, non finisce qui, abbiamo appena iniziato.

Ps: il prossimo post sarà un po’ off-topic… Una lista delle mie personali impressioni…Brunella

 

 

 

02

mag
2013

No Comments

In Progetto

By Brunella

ULTIMA TAPPA: NEW YORK

On 02, mag 2013 | No Comments | In Progetto | By Brunella

Come sapete, l’ultima tappa di Emergency Exit sarà New York City, dove vivono Chiara, Anastasia, Matteo e Anna. Presto saprete molto di più su di loro, giovani italiani in America. E a New York vive anche Beth, la nostra co-producer: grazie al suo finanziamento, tutta la post produzione di Emergency Exit sarà portata a termine proprio a NY!

La consegna è prevista per la fine di Giugno, ma per i nostri co-producer e follower ci saranno a breve delle anteprime.

 

Domani mattina si parte. Mai come adesso la mia sensazione pre-partenza è stata così combattuta. Una sensazione forte: questa volta, stranamente, ancor più che indagare gli animi e ascoltare le voci di chi ha lasciato il Paese, vorrei piuttosto raccogliere quelle di chi resta qui.

Vorrei assistere. Vorrei essere presente, perchè sento che è importante per incoraggiare, avere speranza, non cedere alla disillusione, nonostante tutto. Nonostante sia estremamente preoccupata per la situazione dell’Italia, ancora una volta… Qualcuno ha detto che la la situazione tra l’Italia e la Sinistra italiana è come quella vecchia storia d’amore che si trascina da anni e che ti delude sempre, alla fine, ma in cui, in fondo, chissà perchè, non smetti di credere mai.

Beh, questa volta, dopo tutto quel che è avvenuto questa settimana in Italia (devastazione del Pd auto-inflitta e a mezzo stampa, nuovo governo nelle mani del Pdl…) ho la sensazione che per la prima volta ci sia stato un colpo così forte che lo scollamento c’è stato: stiamo proprio smettendo di crederci, in questa fottuta, vecchia storia d’amore con la sinistra italiana e forse con il Belpaese stesso. Forse non riusciremo a rimettere a posto le cose. Forse è finita per davvero?

Io sono testarda. La fine di una storia non mi piace mai. La parola MAI non mi piace. Non mi piace perdere la speranza, smettere di crederci, pensare che… non era vero niente, che è stato tutto inutile. No. Non ho fatto questo documentario per dimostrare che è meglio fuggire, andarsene, ricominciare e non pensarci più. L’ho fatto perchè ci fosse un documento, un racconto, una riflessione, seppure cruda e forte, sui danni di questi ultimi 20 anni sulle nuove generazioni. Una testimonianza di come stanno le cose adesso, ma anche una dichiarazione d’amore verso quest’Italia che oggi non ci ama come dovrebbe, ma che può ancora cambiare in meglio. Non dobbiamo perdere la speranza nelle persone.

Io ora parto. Lo porto a termine in America. E poi lo riporto in Italia, insieme alle mie gambe, alla mia testa, al mio cuore.

20

mar
2013

No Comments

In Progetto

By Brunella

Thanks to all the co-producers!

On 20, mar 2013 | No Comments | In Progetto | By Brunella

Thank you so much. Thank you because you have encouraged us, supported us, commented us, narrated and listened to us. 

Because we were not alone in the challenge, as young generation, of getting our public spaces back: in work, university, cultural, political and moral scenarios of this country, whose human resources are unique in the world for its dynamism and creativity.

Because we are not a ‘forgotten generation’ , no more.

Now I come to the point, explaining what’s going to happen to this documentary project.

FINALLY: WHAT WILL HAPPEN ‘NOW (FINGERS CROSSED!)

We have raised $ 3390.

As you can imagine, this amount wouldn’t be enough to cover everything we need, but we told you that the goal has been reached … and how?

Here’s the big news: I am pleased to announce that Emergency Exit has an EXECUTIVE PRODUCER.

Her name is Beth Di Santo, her grandparents emigrated from Abruzzo to U.S. many years ago, giving her the chance to build a career as a lawyer and become an entrepreneur and an angel investor.

Beth is very proud of her Italian roots and she’s sensitive to the theme of young Italians’ future. Even more then an Italian producer, right? :-)

Here’s what Beth has written, just after she made her IndieGoGo’s first contribution:

My grandparents emigrated from Italy to the USA in the early 1900’s. In the U.S., I had the opportunity to build a promising future and young Italians living in Italy Should Have the same opportunity to build a future in Italy. I believe your story (and the story of each of your Protagonists) is very important to tell. My heart is with my Italian heritage and I want to help get this documentary finished and seen!

The remaining funds will be integrated (outside of IndieGoGo) by Beth, who has decided to give us confidence and invest in the completion and distribution of this documentary in the United States and Festival of documentaries (if it will be selected), financing also a stage of interviews in New York City and the post-production in the USA, ; these last shooting will be made as soon as we organize our trip/contacts and visas.

This amazing news (I admit that it is the dream of every filmmaker that come true) is accompanied – stuff you would not believe! – by another incredible and unexpected positive developments of Emergency Exit: our team won an application for funding called ‘Principi Attivi‘. Emergency Exit Project arrived 16th on thousand applications. So we can also announce that we will make a documentary’s FOLLOW UP: Emergency Exit will evolve into a WEB SERIES and interactive work!! Six or more brand new episodes in different cities and new characters, that will be visible in streaming on our website and through other new medias, thanks to the funds we will receive from Apulia, our country in the South of Italy. Pre-production of these new episodes will begin during summer, probably. The website will also share stories and create new connections and exchange of ideas, trying to make a change in our country  by listening young voices and experiences.

So all is well what ends well..? We hope so. Work and focus to achieve a goal, to important stories, all this is an effort that is rewarded: my reward was definitely to receive the support of many young and talented people during this journey. Receiving new funds to continue doing so: could we ask anything else?

Concluding:

– The interviews in London had already been shooted , self-financed, due to best timing, availability and because we wanted to follow the elections with the large group of expats in London;

– Bill Emmott was also already interviewed before the end of crowdfunding, cause he was in Italy and we intercepted him in Milan: excellent interview!

– The stop in Berlin with Clara and Ilaria is definitively postponed and included in the follow-up (web series), so we could take advantage of a better weather to shoot.

– At the end of April we’ll be in New York City for shooting and probably EDIT and POST-PRODUCE the film, before distribute it in several documentary festivals.

– June: come back to Italy and shipping of the DVD to all the Funders of IndieGoGo!

– July: starting with preparation of the web series.

For all these reasons, you will receive your reward and copy of the documentary when it will be ready: the date of delivery is just postponed  (end of May – first days of June) but just to allow young Italians in U.S. to be represented in the film and also to tell their point of view.

You will be constantly updated on each step and, indeed, those of you who wish to do so, can send us: a short video or photos or text. Videos will be included in the credits and / or extras of the DVD and in a special section of Emergency Exit website, as well

 Thanks again to everyone for your confidence and for demonstrating that funding arts and creativity is possible and that together we can make a positive change happen.

Let’s do what we can, so that living abroad could become a ‘pleasure exit’ and… Italy … become a country where you have both the desire and opportunities to come back.

19

mar
2013

No Comments

In Diario

By Brunella

GRAZIE A TUTTI I COPRODUCERS!

On 19, mar 2013 | No Comments | In Diario | By Brunella

TUTTO EBBE INIZIO COSI’.

English version: HERE

(a chi non va di leggere TUTTO, dall’inizio, corra subito più giù a: COSA ACCADRA’ ORA!)

Quando ho iniziato il progetto di docutrip ‘Emergency Exit – Storie di giovani italiani all’estero”, oltre un anno fa, è stato come avere una specie di colpo di fulmine: una folgorazione verso l’idea di ascoltare di persona queste storie ed esperienze, di capirle, di approfondirle e andare oltre le solite frasi generiche che sentivo quando si parlava, riduttivamente, di “fuga dei cervelli”. Il forte bisogno di scoprire chi davvero c’era dietro quelle inquietanti statistiche ISTAT sugli espatri di giovani italiani. La sete di comprendere le vere ragioni di questa diaspora a senso unico dall’Italia verso l’estero e non viceversa. Per me, che sono una filmmaker, poi, l’idea di raccoglierle e strutturarle, perchè poi potessi condividerle anche altri attraverso un film documentario, era diventata ben presto un’urgenza incredibile e, come mi succede sempre in moltissimi casi, l’entusiasmo ha prevalso sulla riflessione razionale.

Ovvero sulla scelta di (provare a) seguire il percorso convenzionale che un film dovrebbe avere per essere prodotto e distribuito: in caso non si sia già in possesso di una casa di produzione, solitamente funziona che il regista/autore (nel mio caso, giovane e alla sua prima esperienza di lungometraggio) si debba rivolgere a un produttore che adotta il progetto e CERCA i fondi per realizzarlo e venderlo, magari attraverso bandi pubblici nazionali o europei.

Dopo averci pensato un po’ su (nemmeno troppo), ho iniziato a figurarmi già le scene: dopo innumerevoli telefonate e spasmodiche attese, finalmente mi trovo a dover spiegare a un produttore che

“Sì, questa è un’idea ENORME, che comporta almeno sei viaggi in tutta Europa, una piccola troupe con tutte le sue spese, una lunga preparazione e ricerca, il superamento della diffidenza nazionale verso ogni idea che scoperchi un problema che c’è qui in Italia, tutto perchè si sappia, perchè se ne parli, perchè si possa realizzare un documento su cui riflettere. Ma sì, in fondo il cinema può farlo, la sua forza è proprio il coinvolgimento emotivo, l’identificazione nelle storie e nelle persone, far scoprire, far sapere, far discutere: al pubblico piacerà!! Dobbiamo farlo! -a questo punto sono già in piedi sulla scrivania del produttore, che invece ha sempre la stessa espressione vitrea e alienata dello zombie- E poi, guardate quanti sono i giovani Italiani all’estero. Sono moltissimi. E ci sono tra loro anche alcuni tra i miei migliori amici, sparsi in ognuna di queste città.

Ecco, mi sono immaginata di dire questo a uno, due, tre produttori (cosa che, qualche mese dopo, è realmente accaduta, ma in modo piuttosto inatteso). Poi mi sono immaginata di sentirmi interrompere dalla frase

‘Sì, interessante. Ma mi scusi, lei chi diavolo è?? Io stavo aspettando il delegato di produzione per ‘Laureati in sovrappeso in fuga dall’Italia e ‘Giovani Calciatori dei Paesi PIGS ”!! Chi la sta aiutando? Chi ha scritto il soggetto? Non sarà mica il suo primo film? Che ci guadagno io?? Guardi, l’idea è anche bella, credo, ma è troppo complicata. Non le interesserebbe farne un reality con giovani studenti fuori-sede a Londra, Sydney, Barcellona che si ubriacano e scopano alle feste? (frase vera) Possiamo discuterne. Lei inizi a girarlo e poi ci rivediamo! La richiamiamo noi!

Beh questa è un’esagerazione. Ma mi credereste se vi dicessi che la realtà non è poi così diversa? Visconti disse dei produttori italiani: “Sono cadaveri. Se vi è mai capitato di dover conferire con codesti signori e di dover esporre loro, con un filo di ripugnanza,  i vostri sogni e le vostre illusioni, vi avranno contemplato con l’occhio assente del sonnambulo e in fondo alla loro orbita opaca vi sarà parso affiorasse il freddo della morte.(…) Che i giovani d’oggi, che son tanti, e che vengon su nutrendosi solo di santa speranza, tuttavia impazienti per tante cose che hanno da dire, si debbano trovare, come bastoni fra le ruote, codesti troppo numerosi cadaveri, ostili e diffidenti, è cosa ben triste

Ora, io non sono nemmeno lontanamente al livello di Visconti, per chiedere a qualcuno di darmi dei soldi per un’idea, a scatola chiusa, ma… chiedo almeno di essere ascoltata e valutata sulla qualità dell’idea. Che ogni tanto si dia spazio anche a idee e progetti non commerciali, dal linguaggio diverso,  che siano di interesse culturale e sociale…

Ad ogni modo, tornando agli inizi di questo viaggio, ho capito subito che la ricerca di un produttore non avrebbe fatto per me. Il film nella mia testa c’era già, dovevo solo… girarlo.

PARTIRE, VIAGGIARE, CONNETTERE.

Così, sono partita anche io, anche se per tornare; ma si sa, da soli, non si fa nulla. Serve sempre l’aiuto e la compagnia di qualcuno. Con me e la mia telecamera, infatti, sono partite anche altre persone, anche se virtualmente: Lorenzo Incardona, Lucia Crollo, Michele Lacriola, Annarita Cellamare, Daniele Raspanti, Simone Danieli, Gioacchino Balistreri, che qui ringrazio. E soprattutto RINGRAZIO i primissimi giovani Italiani che hanno deciso di provare a raccontarsi davanti al mio obiettivo: Anna (Vienna), Milena, Mauro, Cristina, Michele (Parigi), grazie ai quali ho realizzato il PROMO che poi ci ha aperto varie porte; poi Nicola (Tenerife), Marco, Camilla, Francesca, Massimo, Martina e Walter (Bergen). 

Da lì in poi qualcosa è cambiato. Le storie raccolte, con la forza della loro autenticità, hanno colpito e suscitato qualcosa. Sempre più persone hanno iniziato a credere nel progetto. E’ stato selezionato agli Italian Doc Screenings (da una commissione internazionale di UK, Francia e Svizzera) dove, nella splendida Firenze, ha avuto la possibilità di esser presentato tramite una sessione di pitching di due giorni, a produttori (italiani, nessuno interessato, tranne alcuni lungimiranti con altri due tre progetti in corso; si parla di Novembre 2012).

Si sono interessati l’Ufficio Pugliesi del Mondo e POOYA , un’ottima agenzia di comunicazione tutta fatta di giovani, che ha sposato l’idea Emergency Exit entrando in collaborazione col nostro team e realizzando il bel logo e la copertina del film. Il The Guardian ne ha tratto un articolo e subito dopo molti altri media: Rai Tre, a Brontolo, ha aperto la puntata del 4 marzo con le immagini del nostro film ed invitandomi in studio a raccontarlo; la BBC ci ha invitato a Londra per speigare le motivazioni che ci hanno spinto a realizzarlo. Internazionale e Linkiesta hanno pubblicato articoli sull’iniziativa e così anche altri blog e testate, dalla Norvegia a Tenerife.

Tutto da soli, cioè solo con le nostre forze, con le risorse lavorative che il team ha prestato al progetto e con personali risorse economiche della sottoscritta e della sua famiglia (sempre incoraggiante, per fortuna!) spese per i reportage nelle città Europee.

IL CROWDFUNDING

Poi, l’idea del crowdfunding su Indiegogo. Perchè non provare a coinvolgere il pubblico stesso? Al massimo, nessuno ci darà retta, ma noi ci proviamo: ci mancano due tappe (siamo a dicembre 2012) Berlino e Londra, abbiamo tanti contatti anche oltre Oceano, ma quel’idea è davvero troppo grande per noi. Quindi proviamo a chiedere le risorse per queste due tappe e, soprattutto, per chiudere il film con il montaggio e la stampa dei dvd.

E ci siamo lanciati, continuado a lavorare sodo per mettere al corrente più persone possibile di questo progetto.

 Abbiamo scoperto che l’interesse che noi avevamo immaginato è stato molto più grande del previsto: decine di messaggi di giovani Italiani nel mondo che non solo che chiedevano di partecipare e contribuire, ma che addirittura ci ringraziavano: ‘grazie per quello che state facendo, grazie per far ascoltare le nostre emozioni, per far vedere chi siamo a chi si è scordato di noi’.

BASTA. Questa è una missione! Riusciremo a portarla a termine, fondi o non fondi! E invece i fondi sono arrivati. Ci eravamo prefissati questo, ricordate:

10 mila dollari per:

– Finanziamento delle riprese delle ultime due tappe: Berlino da Clara e Ilaria (designers) e Londra da Daniele, Giulia e Bill Emmott.

– Post produzione (tutta la catena)

 -Realizzazione DVD e circolazione Festival

-Donazioni in eccesso —> continuaz. del viaggio a Madrid, Copenhagen, Bruxelles…. USA e Australia.

La cosa bella è che poi ce l’abbiamo fatta. Grazie a tutti voi che state leggendo in anteprima questo mio riassunto molto noioso, che domani pubblicherò anche sul sito.

Grazie di cuore perchè avete incoraggiato, sostenuto, commentato, raccontato, ascoltato. Perchè non siamo soli in queste iniziative per cambiare qualcosa, per riappropriarci degli spazi in cui oggi possiamo entrare spesso solo come privilegiati o precari, nel lavoro, nell’Università, nel panorama culturale, politico e morale di questo Paese, le cui risorse umane sono invece uniche al mondo per dinamismo e creatività.

Ora vengo al duque e vi spiego cosa è accaduto e cosa avverrà.

FINALMENTE: COSA ACCADRA’ ORA (DITA INCROCIATE!)

Abbiamo raccolto col crowdfuding 3390 dollari.

Naturalmente potete immaginare che possono non bastare a coprire tutto quel che ci eravamo prefissati, ma vi abbiamo detto che il traguardo è stato raggiunto… e come? Ecco qui la grande notizia: ho il piacere di annunciarvi ufficialmente che Emergency Exit ha una EXECUTIVE PRODUCER, il suo nome è Beth Di Santo, i suoi nonni sono emigrati dall’Abruzzo in USA tanti anni fa, dandole la possibiltà di costruirsi una carriera come avvocato e diventare un’imprenditrice e un angel investor. Beth è legatissima alle sue radici e all’Italia e sensibilissima al tema del futuro dei giovani i Italia. Persino di più di un produttore italiano, no? :-)

Ecco cosa ci ha scritto Beth, donando su Indiegogo la prima parte del suo finanziamento: 

My grandparents emigrated from Italy to the USA in the early 1900’s. In the US, I had the opportunity to build a promising future and young Italians living in Italy should have the same opportunity to build a future in Italy. I believe your story (and the story of each of your protagonists) is very important to tell. My heart is with my Italian heritage and I want to help get this documentary finished and seen!

I restanti fondi verranno integrati (al di fuori di Indiegogo, per questioni tecniche) da Beth, che ha deciso di darci fiducia e investire nel completamento e nella distribuzione di questo documentario negli Stati Uniti e nei Festival di documentari (se verrà selezionato), finaziando anche una tappa di interviste a New York City e la post-produzione in U.S.A., che gireremo non appena saranno concluse le pratiche per i visti e i contatti con gli italiani da intervistare a NYC.

Questa news straordinaria (ammetto che è il sogno di ogni filmmaker che diventa realtà) si accompagna – roba da non crederci! – ad un’altra incredibile e inattesa evoluzione in meglio di Emergency Exit: il nostro team ha vinto un Bando Regionale dal nome ‘Principi Attivi’ , arrivando sedicesimo su oltre duemila candidature. Bando che ci permetterà di dare un FOLLOW UP al documentario: Emergency Exit si evolverà in una SERIE A PUNTATE SUL WEB! Sei episodi freschi e nuovi in altrettante città e con nuovi protagonisti, sulla scia di quelli del documentario, saranno visibili in streaming sul nostro sito grazie ai fondi che riceveremo dalla Regione Puglia nei prossimi tre mesi!! Il portale servirà anche a condividere nuove storie e creare connessioni e scambi di idee per cambiare il nostro Paese e far ascoltare i giovani.

Insomma è davvero il caso di dire che le cose a volte si aggiustano da sole, qualche spiraglio c’è. Basta crederci e impegnarsi. Lavorare e concentrarsi per raggiungere un obiettivo, per raccontare la propria storia, è uno sforzo che viene premiato: il mio premio è stato sicuramente ricevere il sostegno di tantissimi coetanei connazionali in questo viaggio attraverso le vite degli Italiani all’estero; il fatto di ricevere nuovi fondi per continuare a farlo non può che accrescere questa grande soddisfazione.

Chiudiamo dunque con il riassunto degli step avvenuti e di quelli a venire per quanto riguarda il film e quando sarà possibile vederlo.

La tappa a Londra (da Patrizia e Chiara, non più da Giulia e Daniele: grazie in ogni caso anche a tutti voi!) è stata già realizzata autofinanziandoci, per motivi di tempo e disponibilità e perchè volevamo seguire le elezioni con il folto gruppo di expats a Londra;

Bill Emmott è stato già intervistato anche lui prima della fine del crowdfunding, trovandosi in Italia (lo abbiamo intercettato a Milano: intervista favolosa!); 

La tappa a Berlino da Clara e Ilaria viene rimandata e inserita nel follow-up, così da andare a Berlino con un clima più favorevole per le riprese;

A fine Aprile: New York City per riprese e, eventualmente, montaggio e prima distribuzione.

Giugno: rientro in Italia e spedizione del dvd a tutti i funders di Indiegogo.

Luglio: partenza della preparazione della serie web.

Per tutti questi motivi state certi che avrete TUTTI la vostra ricompensa e la vostra copia del documentario non appena sarà pronto e che se posticipiamo la data di consegna nostro malgrado di un mese (non più Aprile, ma fine Maggio) è solo per aggiungere una tappa in più e consentire anche ai giovani italiani in America di essere rappresentati nel film e di raccontarci anche il loro punto di vista.

Sarete costantemente aggiornati su ogni passaggio e, anzi, chi di voi desidera farlo, può inviarci un breve contributo video o foto o scriverci. I video verranno inseriti nei titoli di coda e/o nei contenuti extra del dvd e in una speciale sezione del portale Emergency Exit, così come le testimonianze e le foto.

 Grazie ancora a tutti per la fiducia e per aver dimostrato che finanziare l’arte e la creatività dal basso è possibile e che insieme possiamo mettere in moto meccanismi positivi per far iniziare il cambiamento. Facciamoci sentire, facciamo il possibile, perchè l’estero diventi una ‘pleasure exit’ e l’Italia… un Paese in cui avere la voglia e l’opportunità di tornare.

16

mar
2013

No Comments

In Progetto

By Brunella

Da Bruxelles

On 16, mar 2013 | No Comments | In Progetto | By Brunella

 Tra i moltissimi messaggi di giovani Italiani all’estero che mi giungono attraverso il sito, di incoraggiamento, di solidarietà, di voglia di raccontarsi, quelli scritti da Bruxelles sono i più numerosi…

Oggi voglio riportarne uno, quello di Barbara Ghizzoni.

Cara Brunella, mi chiamo Barbara e vivo da ormai due anni a Bruxelles, anche se ho passato 7 mesi in Francia prima. Ho visto il video del tuo documentario e mi sono venute le lacrime agli occhi… Come mi sono riconosciuta in ogni singola parola detta dai giovani intervistati! Oggi mi ritrovo con un contratto a tempo indeterminato, sogno per un’italiana di 26 anni come me, ma lontana dall’ amore e con questa tristezza di aver dovuto scegliere tra un paese che amo e le possibilità di vivere…. Tanta, tanta rabbia. Ti ringrazio infinitamente perché spero che il documentario che stai realizzando possa aiutare a far vedere questa realtà che coinvolge tantissimi giovani come me!!

E io ringrazio lei.