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Ecco una delle postcard più belle del documentario:

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STORIE DI GIOVANI ITALIANI ALL'ESTERO

19

feb
2013

No Comments

In Progetto

By Brunella

Oggi parlano di noi sul The Guardian

On 19, feb 2013 | No Comments | In Progetto | By Brunella

 L’ interesse dei media stranieri per Emergency Exit sino ad ora batte decisamente quello che hanno dimostrato i media nazionali Italiani. Già due interviste dall’Australia, una dal Regno Unito e, domani, ne registreremo una quarta con la stampa norvegese. Stampa e Tv Italiane… silenzio totale, o quasi, sinora. E questo è un segnale, o forse una (triste) conferma delle cose  che già sapevamo.

Lizzy Davies corrispondente del The Guardian

In ogni caso, questo articolo di Lizzy Davies, corrispondente del The Guardian per la rubrica Italian stories, ci riempie di orgoglio e fiducia e, come sempre, ci dà ancora più entusiasmo per continuare.

Questo è il link all’articolo completo: http://www.guardian.co.uk/world/2013/feb/19/italy-elections-young-people-emigration

Queste invece le due interviste realizzate 1) con Italiansinfuga e Aldo Mencaraglia da Melbourne e , 2) con Marina Freri di SBS ITALIAN 

Mauro Gargano durante l’intervista a Parigi

Laureati Italiani vendono pesce in Norvegia. Con un dettaglio…

 Già, forse lo sapevate. E sapevate anche che li vedrete e sentirete nel nostro documentario. Gli Italiani in Norvegia.

In particolare noi vi racconteremo la vita a Bergen di Marco, 33 anni, di origine Catanese, trasferitosi a Bergen da ormai tre anni, dopo la laurea a Bologna. Insieme a Marco, naturalmente, scoprirete anche tutto il micro-cosmo umano che compone il Fishmarket, dove appunto, uomini e donne di varie età e nazionalità trascorrono 4 mesi l’anno vendendo stoccafissi, salmone, balena, granchio reale e molto altro ai turisti di tutto il mondo. Piccolo dettaglio: il loro stipendio è di 4 mila euro al mese. Sì, avete capito bene.

La realtà del Fishmarket (o Fisketorget), va precisato, non accoglie solo laureati, ma anche tanti giovani dallo spirito cosmopolita che hanno avuto voglia di fare un’esperienza sicuramente molto particolare, che li porta a contatto con tanta gente e con un life-style differente e da cui sicuramente si resta sorpresi in positivo: tante false leggende sulla vita al Nord vengono sfatate, lasciate che ve lo dica, si vive molto molto meglio di come uno possa immaginare, a Bergen, poichè è una città universitaria, piccola ma vivace, immersa nella natura, ma anche piena di servizi e ben collegata. Con un costo della vita alto, è bene dirlo e lo vedrete nel film, ma con stipendi alti e molto tempo libero che spetta di diritto ai lavoratori.

Dicevamo però che ci sono anche tantissimi laureati a lavorare al mercato del pesce, ed il motivo è assai semplice: se dopo la laurea, in Italia, ad esempio, devo accontentarmi di far gavetta o di lavoretti per campare (senza essere choosy, sic!) e nell’attesa di un impiego all’altezza della mia preparazione devo adattarmi a uno under-skilled… a questo punto meglio farlo in Paese dove la paga è più alta e posso mettere da parte i contributi, perchè è tutto, assolutamente, IN REGOLA.

Non è che siano ‘laureati’ per caso: il loro è un lavoro che richiede, oltre a innate doti comunicative e persuasive (in fondo si tratta di vendere roba carissima!) anche di essere poliglotti. Ognuno di loro non sa meno di tre lingue. Marco, quando è arrivato, conosceva – oltre all’italiano chiaramente – inglese e spagnolo. Stando lì ne ha imparate altre vedendosi passare giorno dopo giorno davanti cinesi, giapponesi, russi, tedeschi, danesi, etc. Una delle cose più divertenti che vedrete nel film è il suo piccolo segreto per attirare più clienti delle altre bancarelle: un taccuino con le frasi chiave per ogni idioma, che all’occorrenza tira fuori per incuriosire clienti sorpresi di vedere un VERO siciliano parlare il mandarino o il thailandese. Vi garantisco che ci sono scene esilaranti. Un’altra cosa divertente è il cartello, rigorosamente per abitanti della Trinacria, ‘Parramu sicilianu’.

Ma non vi svelo altro di questo ‘mondo’ a se, che fa da polo di attrazione, circondato dai meravigliosi fiordi, per tutta una generazione di Europei, in particolare quelli provenienti dagli Stati Mediterranei maggiormente colpiti dalla crisi (i PIGS, acronimo di Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, ma che in inglese significa “maiali”). Per vedere tutto il film, che sarà completato a fine Marzo, non vi resta che contribuire su Indiegogo, anche con pochissimi euro, il costo di una birra norvegese, avrete diritto a una copia! Grazie.

Per altre info, vi consiglio questo articolo qui http://solferino28.corriere.it/2013/02/08/i-laureati-italiani-che-vendono-il-pesce-in-norvegia/ sul corriere

PS: piccola postilla finale: è EVIDENTE che la Norvegia non accoglie laureati solo al Fishmarket: con la sola conoscenza dell’inglese, non per forza del novegese, c’è un mare di possibilità per tutti i GIOVANI, alla pari, in campi quali la ricerca, l’ingegneria, il turismo e anche la cultura: la Norvegia finanzia moltissime opere artistiche e in particolare Bergen ha un’offerta culturale assai vasta.

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The job of my life: assunzione di giovani Italiani in Germania.

On 05, feb 2013 | No Comments | In Info utili | By Brunella

The job of my life

Sembra quasi troppo bello per essere vero: la Germania offre contratti di lavoro a tempo indeterminato, un sussidio per iniziare una nuova vita lì e … due mesi di corso di tedesco. Certo, sono richieste solo determinate figure (ingegneri, meccanici, cuochi, medici, infermieri, a grandi linee) ma rispetto alle prospettive di contratto e inserimento che queste stesse professionalità avrebbero restando in Italia… sembra un desiderio esaudito dal genio della lampada!

The Job of my life è l’iniziativa organizzata da Eures Italia , uno dei nostri partner, attraverso la sua rete regionale dei servizi per l’impiego ed Eures Germania, per offrire ai cittadini la possibilità di un’esperienza di lavoro in Germania. L’intento è cooperare per combattere la disoccupazione giovanile in Europa e lo scollamento tra domanda e offerta all’interno del mercato del lavoro europeo. I profili richiesti sono diversi. Lo scopo di questo progetto è informare sulle prospettive in Germania in relazione al settore lavorativo di interesse e mostrare le vacancies disponibili nel mercato del lavoro tedesco.

Il progetto è indirizzato a giovani italiani qualificati di età compresa tra i 18 e i 35 anni (con qualche eccezione per i 40) che siano interessati a un’occupazione in Germania. Molte posizioni prevedono la possibilità di un inserimento attraverso il contratto di Apprendistato. Preferibile la conoscenza del tedesco, ma viene offerta la possibilità di frequentare in Italia un corso di lingua tedesca di due mesi.

Verrà offerto un supporto economico per affrontare il periodo di permanenza in Germania.

Vi sarà una fase di pre selezione in cui verranno effettuati i colloqui da parte degli Eures Adviser dislocati sul territorio. Per accedere ai colloqui di pre selezione occorre inserire il proprio CV su Cliclavoro e candidarsi alle vacancies di interesse.

Che dite, secondo voi in quanti si candideranno…?!

Per candidarsi occorre registrarsi a Cliclavoro e inserire il proprio CV; cliccare quindi sulla tappa di interesse e selezionare la vacancy in linea con il proprio profilo. All’interno della vacancy, cliccare su “Contatta”.

04

feb
2013

No Comments

In Progetto

By Brunella

10 motivi per vivere a Parigi

On 04, feb 2013 | No Comments | In Progetto | By Brunella

Mi trovo abbastanza d’accordo con i dieci punti elencati in quest’articolo: 10 motivi per vivere a Parigi | italiansinfuga. Soprattutto per quel che riguarda nel concreto l’organizzazione, i trasporti, l’offerta culturale e la sanità francese che chi si trasferisce a Parigi si gode pienamente.

Parigi è una delle città che vedrete raccontate nel nostro documentario dai giovani Italiani all’estero che abbiamo intervistato, e i suoi vantaggi dal punto di vista della qualità della vita si uniscono all’atmosfera di cultura e arte che i suoi arrondissement sprigionano. Per chi vuol restare ‘vicino’ all’Italia e allo stesso tempo cercare migliori opportunità di vita e carriera… Parigi è una delle soluzioni migliori, anche se non priva dei suoi angoli… Come vedrete nel film!

Vivere a Parigi

31

gen
2013

No Comments

In Progetto

By Brunella

Classifica mondiale della libertà di stampa

On 31, gen 2013 | No Comments | In Progetto | By Brunella

World Press Freedom Index 2013 by Reporters without borders

Italy is…57th, under several African States…

The situation is unchanged for much of the European Union. Sixteen of its members are still in the top 30. But the European model is unravelling. The bad legislation seen in 2011 continued, especially in Italy (57th, +4), where defamation has yet to be decriminalized and state agencies make dangerous use of gag laws…

Press Freedom Index 2013 – Reporters Without Borders.

30

gen
2013

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In PRESS

By Brunella

Un nuovo partner nel team: LSD magazine

On 30, gen 2013 | No Comments | In PRESS | By Brunella

Lsd Magazine ha iniziato a seguire il nostro documentario verso i suoi passi finali:

Emergency Exit, il docu-trip auto-finanziato dal basso che racconta i giovani italiani all’estero | LSDmagazine.

 

 

21

gen
2013

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In Dati

By Brunella

La generazione trasparente – Corriere.it

On 21, gen 2013 | No Comments | In Dati | By Brunella

La generazione trasparente - Corriere.it

La disoccupazione giovanile (15-24 anni) tra chi cerca un lavoro è al 37%, mai così alta dal 1992. E se questa è la media nazionale, immaginate cosa (non) accade nell’Italia del sud. La percentuale di laureati italiani che cercano fortuna all’estero, in dieci anni, è passata dall’11% al 28%.

Non è più sana voglia di esplorare. E’ una diaspora, pagata con risorse pubbliche.

Gli italiani con meno di trent’anni stanno diventando una generazione trasparente. Li attraversiamo con lo sguardo, anche quando diciamo di tenere a loro. Nessuno potrà accusare il futuro governo di non aver mantenuto le promesse verso i giovani italiani: perché queste promesse nemmeno sono state fatte. I nuovi elettori, almeno fino a oggi, sono i grandi esclusi della campagna elettorale.

Un’assunzione, oggi, è un atto di eroismo; deve diventare un’operazione conveniente per tutti. Se, per far questo, occorre tagliare la spesa pubblica, si tagli: dicendo dove, come e quando. Lasciando stare l’istruzione, che costa allo Stato italiano quanto gli interessi sul debito pubblico, 4,5% del prodotto interno. Con una differenza: gli interessi sul debito servono a tappare le falle del passato, l’istruzione è il motore per costruire il futuro.

Se vogliamo mani nuove e robuste sul volante italiano,non offendiamo i guidatori di domani: altrimenti ci lasceranno a piedi, e avranno ragione. Soprattutto, non diciamo di volerli aiutare, quando per loro non siamo disposti a rinunciare a niente. «L’amore trasparente non so cosa sia», cantava Ivano Fossati.

Leggi tutto l’articolo di Beppe Severgnini, su La generazione trasparente – Corriere.it.

Un pugno di dollari per Emergency Exit

On 20, gen 2013 | No Comments | In Personaggi | By Brunella

E’ arrivata la prima donazione dagli Stati Uniti per sostenere Emergency Exit: un dollaro “vero”! Lo vedete nell’immagine qui sopra, è bello no? Fa una certa scena qui sulla mia scrivania, mi ricorda quelli delle rapine in banca o alle diligenze nei vecchi film western… ma lasciamo stare i miei deliri cinematografici e torniamo al film in questione, ovvero Emergency Exit.

Un dollaro per produrre un intero film negli Stati Uniti è poco, questo si sa, ma… in fondo anche Zio Paperone aveva la sua numero Uno portafortuna: e noi siamo ottimisti. Questo dollaro infatti è diventato di buon auspicio per il futuro del nostro progetto così complesso e appassionato. Il suo valore simbolico per me è per tutto il nostro staff è più importante di quello reale, perchè ce l’ha consegnato di persona uno dei – molti – giovani Italiani emigrati negli Stati Uniti, che vorrei riuscire a intervistare ed inserire nelle storie del docu-trip, ovvero Sergio. 

Il suo dollaro ‘simbolico’ rappresenta l’impegno suo e di tanti altri expats Italiani a Chicago che si sono messi in contatto con me per riuscire a far espandere il progetto Emergency Exit in un secondo capitolo tutto dedicato ai nostri giovani Talenti migrati negli U.S.A. Proveremo tutti insieme, noi da qui e con un po’ di fortuna loro lì,  a reperire i fondi necessari per coprire almeno in parte le spese di produzione necessarie a raccontare anche le storie degli Italiani emigrati oltre Oceano.

Nonostante abbiano una carriera brillante e una vita soddisfacente e integrata, Sergio, Francesco, Roberto e tanti altri expats conservano un forte attaccamento alla loro identità e alle loro radici, sono sempre aggiornati su ciò che accade in Italia, quasi divisi tra una ormai accettata nostalgia e il senso di realtà: al momento, infatti, nessuno di loro riportarebbe in Italia il proprio talento e le esperienze maturate all’estero. Non ce ne sono le condizioni.

Tuttavia, sono tutti entusiasti all’idea di poter partecipare al documentario, raccontarsi e magari dare qualche buon suggerimento: chissà, magari questa volta qualcuno potrebbe dargli ascolto.

Sergio Valentini vive ormai da 3 anni a Chicago, dove è diventato in poco tempo direttore di un importante studio di architetti che lavora in tutto il mondo, JAHN. A Chicago Sergio è arrivato dopo un primo periodo a Londra, dove aveva trovato lavoro presso Foster’s , diventandone un associato nel giro di un anno, immediatamente dopo la sua laurea in Architettura al Politecnico di Bari.
Conosco Sergio da moltissimi anni e vi assicuro che è un ‘personaggio’ che vale la pena conoscere, oltre che uno di quei tanti Italiani in gamba che il nostro Paese lascia andare via giorno dopo giorno per mancanza di lavoro e condizioni dignitose.
Sergio fa l’architetto, ma la sua vera, grande passione è la musica, specie il rock e il blues, ed emigrando ha lasciato anche la sua band, i Casino Boogies. Da qualche tempo però ha ripreso anche a suonare e ad esibirsi con una band di Chicago. La curiosità? Colleziona chitarre elettriche. 

Vi ricordo il link per contribuire al progetto, diventando produttori e pre-acquistando una copia del documentario finito con i contenuti speciali. Qui su INDIEGOGO: coraggio, sono solo… un pugno di dollari!

 

 

Prossima destinazione: Londra. Ecco un’anteprima!

A Febbraio la troupe leggera di Emergency Exit raggiungerà il Regno Unito: Londra è la città con il più alto numero di emigrati Italiani nel mondo. Non è una grande sorpresa, in effetti! E’ impossibile intervistare tutti i giovani Italiani con cui siamo entrati in contatto e che ci hanno scritto, ma sono molte le storie che raccoglieremo: una principale (che non vi svelo, per ora!) e che sarà tra i sei protagonisti del documentario; le altre testimonianze invece, le ascolterete pian piano nei contenuti extra del film a cui potranno accedere i nostri sostenitori qui su Indiegogo , che aspettate a contribuire? Basta davvero poco!

Per darvi un assaggio delle voci londinesi, ecco un messaggio che mi è arrivato attraverso il sito ufficiale. Mi ha colpito molto e merita di essere letto. E’ di Chiara, che fa parte di una giovane community di artisti e musicisti a Londra, tutti emigrati in UK da Italia, Spagna e Grecia…

Salve, felice di sentire che esiste gente come voi che fa sentire la voce dimenticata di giovani italiani costretti a emigrare per un futuro migliore, come gli anni ‘50, quando gli italiani partivano per la Germania, la cosiddetta “Terra promessa”. Un esodo che a distanza di tempo si ripete nelle sue drammatiche dinamicità uguale o forse peggiore. Un anno fa scrivevo sul noto Fatto Quotidiano questo articolo, che racconta una modesta storia come tante altre storie.
 A 19 anni ho lasciato la mia Sicilia per andare a studiare a Roma, all’università “La Sapienza”, non appena terminati i miei studi in Mediazione Linguistico Culturale, ho deciso di partire per Londra. Unendo le mie due passioni, le lingue e la musica, sono riuscita a sperimentare me stessa. In Inghilterra, grazie ai cosiddetti Student loans ho avuto l’opportunità d’intraprendere nuovi studi innovativi per chi decide di creare arte, di fare musica. Così mi sono diplomata alla Drumtech di Londra e poi di nuovo alla Thames Valley University in Popular Music Performance con specializzazione in batteria. Qui, ho avuto tante opportunità non solo lavorative ma anche di crescita personale. Ho vinto le mie piccole sfide: ho studiato il mio strumento con la stessa serietà di chi studia medicina o ingegneria, mi sono esibita e mi sono messa in gioco guadagnando esperienza musicale e artistica.
Londra è una città dalle mille sfumature che offre opportunità valide e concrete e permette alla sua gente di reinventarsi ogni giorno senza perdere la voglia di fare, di continuare, di lottare e quindi di migliorare. Una sorta di “Happy land” dove c’è tutto ciò che serve ma … non è la tua nazione e tu, in un modo o nell’altro, rimani un forestiero.
Dopo 5 anni prevale ancora il mio desiderio di vivere una vita italiana in quanto cittadina italiana, e la mia voglia di rimpatrio è tanta quanto la tristezza di guardare da lontano un paese alla deriva, e di sapere che forse rimarrà sempre un miraggio. Se da una parte i miei Cv in Inghilterra ottengono sempre una risposta, in Italia regna il silenzio costante, nessuno risponde neanche per darti il commiato. Allora, mi chiedo, è valsa la pena fare tutto questo per poi rendermi conto che alla fine ho comunque perso? Sì, perché ho perso la mia nazione e con la mia nazione, forse, un po’, pure la mia identità. Questa storia piena di “forse” e di “perché” lascia il tempo che trova, parole lette e poi gettate al vento che non trovano spiragli di luci, né porti su cui approdare. È chiaro che l’Italia, il Regno delle dame, non ha tempo per gente seria … quella al massimo può andare a lavorare … magari all’estero!
La mia storia, oggi, continua a essere scritta sempre dall’estero. Ho creato un’attività con un piccolo prestito, niente finanziamenti o aiuti per giovani imprenditori, e la stessa continua a crescere dopo un anno di attività con tante soddisfazioni personali; anche se spesso per mantenere vivo il progetto, che offre lavoro autonomo a circa 10 persone ( ITALIANI E SPAGNOLI), vado a fare anche due o tre lavori. In poche righe ho delineato il proseguimento della mia e di altre storie che si sono incrociate all’estero, ma sarei lieta di parlarvi in dettaglio di questa mia attività.
Vi seguirò con molto attenzione.In bocca a lupo anche a voi,
Kiara da Londra

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Crowdfunding per Emergency Exit Docu-trip

A film produced by YOUDal 2009 ad oggi, oltre 100 milioni di dollari sono stati raccolti attraverso le piattaforme di crowdfunding (letteralmente: sostegno dal popolo) per la realizzazione di film indipendenti, al 40% di documentari. E’ nato un nuovo modo rivoluzionario di fare Cinema? Noi crediamo di sì. Una rivoluzione che permette uguali possibilità a tutti con un processo creativo dal basso.

Abbiamo deciso di non affidarci all’aiuto di nessuna casa di produzione per iniziare questo progetto, di camminare sulle nostre gambe, autofinanziando completamente le prime 4 tappe del viaggio, investendo il nostro tempo e le nostre risorse personali, creando una produzione a basso budget, ma completamente indipendente.

Perché volevamo che le nostre storie venissero fuori in modo autentico e senza censure, salvaguardando la qualità tecnica attraverso le nostre professionalità. Perchè non volevamo aspettare i lunghi tempi burocratici degli Enti Pubblici o conformare il film alle richieste dei produttori. Così, abbiamo iniziato e lavorato su un progetto che, senza l’aiuto di nessuno, con la solo forza del suo tema, è stato selezionato al più importante showcase di documentari in Italia, gli Italian Doc Screenings.

Per tutti questi motivi, non stiamo cercando una casa di produzione, ma tanti piccoli produttori indipendenti. E’ in questo processo creativo dal basso che oggi vogliamo coinvolgere anche il nostro pubblico, fatto sia dei tanti connazionali all’estero e sia da chi, dall’Italia, ha voglia di sentirsi vicino ai suoi amici emigrati, ascoltandone le voci e condividendone i racconti.

Perché si sappia che i giovani italiani all’estero hanno ancora qualcosa da dire al loro amato e addormentato Paese d’origine. E che se sono andati via non è stato per capriccio, ma per forza di cose.

Qualsiasi donazione sarà importante per chiudere il progetto così com’è e favorirne la conoscenza e circolazione. E, perché no, per realizzare un seguito, con tutte le storie che ancora vorremmo raccontare.

Ecco a cosa serviranno i fondi raccolti tramite il crowdfunding sulla piattaforma Indiegogo:

Con un tetto massimo di 10.000 dollari, ecco tutto quello che potremo realizzare, oltre alle ricompense offerte a chi desidera sostenere e sponsorizzare il film.

1)    Finanziamento delle riprese delle ultime due tappe del documentario: a Berlino da Clara e Ilaria (designers) e a Londra, da Daniele (videomaker), Giulia (product manager) e da Bill Emmott (ex direttore dell’Economist, italianofilo doc!).

2)    Postproduzione, ovvero: montaggio, color correction, mix audio, registrazione della colonna sonora.

3)    Realizzazione dei dvd per la diffusione e circolazione nei Festival e campagna di comunicazione.

4)     Qualsiasi donazione in ‘eccesso’ (siamo ottimisti!) servirà per raccontare le altre storie che in tanti ci stanno scrivendo, da Madrid, da Copehagen, da Bruxelles, da Ginevra, Francoforte, e soprattutto dagli Stati Uniti e dall’Australia.

 

Come fare? Basta seguire questo link e cliccare su CONTRIBUISCI    Ecco le prime donazioni:

Anche diffondere il progetto e l’iniziativa è un modo per dare sostegno al film! Per conoscere i premi e le ricompense previste per ogni donazione, date uno sguardo alla colonnina laterale :-)

A film produced by you

15

dic
2012

No Comments

In Progetto

By Brunella

Piccola anteprima

On 15, dic 2012 | No Comments | In Progetto | By Brunella

Ecco una delle prime postcard ufficiali del documentario:

Points of view: Bill Emmott

On 10, dic 2012 | No Comments | In Points of view | By Brunella

Point of view di uno dei prossimi intervistati di Emergency Exit: BILL EMMOTT, ex direttore dell’Economist e editorialista de La Stampa.

La Stampa – Un Paese che rifiuta la realtà.

 Questa invece riassume gli ultimi commenti dei nostri protagonisti all’estero, alla notizia di una probabile ri-candidatura di Berlusconi. Massima solidarietà!

Altan ©

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