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Ecco una delle postcard più belle del documentario:

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Progetto

04

feb
2015

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In Progetto

By Brunella

Primo ciak in Oman per Emergency Exit La Serie

On 04, feb 2015 | No Comments | In Progetto | By Brunella

EPISODIO #5 – OMAN

SCENA 1. ESTERNO GIORNO. DESERTO, PENISOLA DEL MUSANDAM

E’ l’alba nel deserto. I suoni leggeri del mattino ci immergono dolcemente nell’atmosfera dell’inizio della giornata dei giovani archeologi italiani emigrati a DIBBA, nel Nord dell’Oman, per lavorare nello scavo. Dibba. Un villaggio quasi rurale, con poca popolazione, molti animali, rada vegetazione. La sabbia si muove impercettibile, il rumore del vento che ne fa scivolare i granelli.
La prima preghiera del mattino risuona dalla Moschea, che risplende illuminata dalle prime luci del sole che sorge, allunga le ombre e dora i muri scrostati.

Il mare mormora in sottofondo. Gli archeologi si svegliano, fanno colazione, raccolgono i loro strumenti e si dirigono a lavoro, verso lo scavo, con la loro squadra di operai del posto, tutti vestiti di bianco, dalle lunghe barbe scure e dai profondi sguardi fieri.Sono appena le 6 del mattino.

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Partiamo tra qualche giorno.

Come sapete, abbiamo viaggiato e raccontato molto storie tra Europa (soprattutto) e Stati Uniti (come vedrete molto nel documentario cinemtagrafico appena sarà distribuito in DVD). Tuttavia, è sempre crescente il numero di giovani – fra cui molti italiani – che cercano opportunità a Est, o meglio, nel Medio Est, scommettendo, su queste terre dalle economie fortissime e in espansione, il tutto e per tutto. E non è affatto facile adattarsi alla vita vicino al deserto, con un sistema politico, burocratico, sociale, culturale e religioso così tanto diverso dal nostro… pur di realizzare il lavoro dei propri sogni, quello per cui si è studiato e per cui si sono fatti infiniti sacrifici in Italia.

L’Oman, oltre ad essere una meta ancora semi-sconosciuta, è chiamata ‘la Svizzera del Medio Oriente’ – presenta delle fondamentali diversità in termini di apertura sociale rispetto ai suoi vicini di cui si parla molto di più, nonostante sia ugualmente una monarchia e la religione sia islamica. 

Il Medio Oriente è un mondo di cui spesso – e in questi mesi ancora di più, dopo i fatti di Parigi – sentiamo parlare o siamo a conoscenza solo parzialmente, o attraverso fatti di cronaca che hanno generato un sentimento di diffidenza e talvolta paura.

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In questa puntata, ascoltando le voci dei nostri giovani italiani che vivono lì, vogliamo provare a chiederci e farvi chiedere se questa convivenza fra culture distanti sia possibile, a quale prezzo, cosa è possibile condividere e cosa no; se la prospettiva di una società multiculturale e multietnica sia in fondo destinata a prevalere sulle paure e le divisioni.

Filo conduttore della puntata e dei temi sono come sempre le storie, le emozioni e le attività giovani protagonisti, che ci racconteranno le loro giornate lontano dall’Italia, in un mondo così diverso, le loro motivazioni per partire e per tornare…e i loro sogni.

I protagonisti che conoscerete sono Francesco ed Enrica, entrambi di Bari, due archeologici che lavorano in Oman – insieme a un equipe tutta italiana. La loro squadra coordina e lavora fianco a fianco anche con un team composto da omaniti e altri mediorientali che sono diventati quasi la loro famiglia. 

Sapevate che l’Italia è prima nel mondo per la sua nobile tradizione e scuola di archeologia? Che siamo leader nella ricerca sul campo e responsabili di scoperte importantissime in terre spesso lontane e difficili? Eppure gli archeologi che lavorano in Italia sono precari e con contratti spesso ‘umilianti’ e a singhiozzo, divorati dalla burocrazia del sistema delle sovrintendenze.

Dopo aver convissuto con Francesco ed Enrica  sullo scavo di Daba, ci sposteremo poi a MASCAT, la capitale dell’Oman, per incontrare anche altri italiani, fra cui un giovane insegnante di violino, Mauro, che si è trasferito da appena un mese per insegnare in un’Accademia di Musica Omanita. Le sue impressioni sul primo impatto saranno importanti per capire luci e ombre di una scelta così radicale.

E infine l’ormai celebre Piero Rossi, che ha fondato con sua moglie Maura, un’agenzia viaggi di successo e di cui si è molto parlato, la Alkoor Viaggi. Vivono in Oman ormai da 30 anni e la loro prospettiva sull’Italia vista da lì sarà molto interessante…

Partiamo tra pochissimi giorni, a presto con gli aggiornamenti.

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Pasolini diceva: “Il rapporto tra il cinema e la mia filosofia di vita, quello che io credo sia il mio modo di vivere, si può riassumere così: un allucinato, infantile, pragmatico amore per la realtà. Il mondo sembra essere per me nient’altro che un insieme di padri e madri, verso cui ho un trasporto totale, fatto di rispetto venerante.

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