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Ecco una delle postcard più belle del documentario:

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fishmarket

Laureati Italiani vendono pesce in Norvegia. Con un dettaglio…

 Già, forse lo sapevate. E sapevate anche che li vedrete e sentirete nel nostro documentario. Gli Italiani in Norvegia.

In particolare noi vi racconteremo la vita a Bergen di Marco, 33 anni, di origine Catanese, trasferitosi a Bergen da ormai tre anni, dopo la laurea a Bologna. Insieme a Marco, naturalmente, scoprirete anche tutto il micro-cosmo umano che compone il Fishmarket, dove appunto, uomini e donne di varie età e nazionalità trascorrono 4 mesi l’anno vendendo stoccafissi, salmone, balena, granchio reale e molto altro ai turisti di tutto il mondo. Piccolo dettaglio: il loro stipendio è di 4 mila euro al mese. Sì, avete capito bene.

La realtà del Fishmarket (o Fisketorget), va precisato, non accoglie solo laureati, ma anche tanti giovani dallo spirito cosmopolita che hanno avuto voglia di fare un’esperienza sicuramente molto particolare, che li porta a contatto con tanta gente e con un life-style differente e da cui sicuramente si resta sorpresi in positivo: tante false leggende sulla vita al Nord vengono sfatate, lasciate che ve lo dica, si vive molto molto meglio di come uno possa immaginare, a Bergen, poichè è una città universitaria, piccola ma vivace, immersa nella natura, ma anche piena di servizi e ben collegata. Con un costo della vita alto, è bene dirlo e lo vedrete nel film, ma con stipendi alti e molto tempo libero che spetta di diritto ai lavoratori.

Dicevamo però che ci sono anche tantissimi laureati a lavorare al mercato del pesce, ed il motivo è assai semplice: se dopo la laurea, in Italia, ad esempio, devo accontentarmi di far gavetta o di lavoretti per campare (senza essere choosy, sic!) e nell’attesa di un impiego all’altezza della mia preparazione devo adattarmi a uno under-skilled… a questo punto meglio farlo in Paese dove la paga è più alta e posso mettere da parte i contributi, perchè è tutto, assolutamente, IN REGOLA.

Non è che siano ‘laureati’ per caso: il loro è un lavoro che richiede, oltre a innate doti comunicative e persuasive (in fondo si tratta di vendere roba carissima!) anche di essere poliglotti. Ognuno di loro non sa meno di tre lingue. Marco, quando è arrivato, conosceva – oltre all’italiano chiaramente – inglese e spagnolo. Stando lì ne ha imparate altre vedendosi passare giorno dopo giorno davanti cinesi, giapponesi, russi, tedeschi, danesi, etc. Una delle cose più divertenti che vedrete nel film è il suo piccolo segreto per attirare più clienti delle altre bancarelle: un taccuino con le frasi chiave per ogni idioma, che all’occorrenza tira fuori per incuriosire clienti sorpresi di vedere un VERO siciliano parlare il mandarino o il thailandese. Vi garantisco che ci sono scene esilaranti. Un’altra cosa divertente è il cartello, rigorosamente per abitanti della Trinacria, ‘Parramu sicilianu’.

Ma non vi svelo altro di questo ‘mondo’ a se, che fa da polo di attrazione, circondato dai meravigliosi fiordi, per tutta una generazione di Europei, in particolare quelli provenienti dagli Stati Mediterranei maggiormente colpiti dalla crisi (i PIGS, acronimo di Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, ma che in inglese significa “maiali”). Per vedere tutto il film, che sarà completato a fine Marzo, non vi resta che contribuire su Indiegogo, anche con pochissimi euro, il costo di una birra norvegese, avrete diritto a una copia! Grazie.

Per altre info, vi consiglio questo articolo qui http://solferino28.corriere.it/2013/02/08/i-laureati-italiani-che-vendono-il-pesce-in-norvegia/ sul corriere

PS: piccola postilla finale: è EVIDENTE che la Norvegia non accoglie laureati solo al Fishmarket: con la sola conoscenza dell’inglese, non per forza del novegese, c’è un mare di possibilità per tutti i GIOVANI, alla pari, in campi quali la ricerca, l’ingegneria, il turismo e anche la cultura: la Norvegia finanzia moltissime opere artistiche e in particolare Bergen ha un’offerta culturale assai vasta.

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QUARTA TAPPA: ORIZZONTI NORDICI

Di ritorno dalla quarta tappa del viaggio in Europa alla ricerca dei giovani italiani all’estero: la Norvegia.

Partita da Milano, ho fatto scalo a Oslo-Torp, diretta, con un volo interno norvegese, a Bergen. La porta ai Fiordi norvegesi. 

Come vi avevo anticipato, ad attendermi lì ci sarebbe stato Marco, il nostro connazionale siciliano, trasferitosi a Bergen da due anni ormai, pescivendolo poliglotta presso il celebre Fisketorget, ma soprattutto artista, disegnatore di fumetti.

Ma andiamo per ordine. Questa volta, il mio compagno di viaggio è stato il mio amico Simone Danieli, cameraman e videomaker. Per cui, in questa tappa abbiamo girato con due telecamere e abbiamo raccolto davvero moltissimo materiale.

Marco è una persona molto loquace e un grande osservatore dell’umanità variegata che il suo lavoro lo porta ad incrociare durante la giornata. Le sue considerazioni sulla vita in Norvegia, in particolare degli italiani che vivono o transitano di lì, sono approfondite e fanno tesoro dei quotidiani incontri al Mercato del Pesce, dove incontra persone di ogni nazionalità. Nella parte del documentario che lo vede protagonista, ho scoperto cose sul mondo del lavoro, della famiglia, dell’istruzione che, qui in Italia, sembrano davvero impossibili. Inoltre ho imparato che è possibile cucinare un’ottima parmigiana di melanzane anche in Norvegia!

Marco non è il solo italiano che ho incontrato a Bergen. Quest’ultima è una città turistica e universitaria, per cui è un colorato crocevia di numerose nazionalità e generazioni: gli italiani che vivono lì sono molti di più di quanto il rigido clima scandinavo potrebbe far immaginare. Ho incontrato Camilla, giovane piemontese, il cui racconto sul suo arrivo in Norvegia riserva molte sottolineature critiche verso il nostro Paese, oltre che numerose informazioni utili per chi volesse trasferirsi lì per lavoro, presenti anche nel suo blog: http://norvegiani.wordpress.com/

Fra le varie testimonianze raccolte che vedrete nel documentario, un’altra da segnalare nel diario di viaggio di Emergency Exit è quella di Massimo. Massimo ha 40 anni, quindi è il più grande finora tra i giovani intervistati, inoltre è sposato e ha due figli. Quello che mi ha detto è interessante per chi, in Italia, si chiede se e quando sarà possibile crearsi un futuro e una famiglia ed essere in grado di mantenerli. Ci ha spiegato come in Norvegia lo Stato venga incontro alle famiglie e in special modo alle donne. Massimo è anche l’autore del libro ‘Il pescivendolo italiano in Norvegia‘.


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