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Ecco una delle postcard più belle del documentario:

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italiani all’estero

30

mar
2016

One Comment

In Progetto

By Brunella

Episodio 02 della Serie Web: giovani Italiani a Lisbona

On 30, mar 2016 | One Comment | In Progetto | By Brunella

Dopo l’anteprima alla Festa do Cinema Italiano 8 e 1/2 di Lisbona, ecco a voi la seconda puntata della nostra webseries, girata, naturalmente, proprio a Lisbona!
Condividete e commentate :-)

Emergency Exit La serie web. #LISBONA, ovvero i giovani, il lavoro e la felicità (im)possibile.

PREMESSA

Mentre il documentario cinematografico Emergency Exit – Giovani Italiani all’estero ha raggiunto il grande pubblico, vinto numerosi premi ed è visibile distribuito sui colossi americani Netflix, Itunes e Google Play, nel 2016 sono stati girati i 4 episodi della webserie ad esso ispirata, prodotta dalla giovane società pugliese Officinema Doc, con il contributo di Principi Attivi Regione Puglia, Apulia Film Commission e Ufficio Pugliesi nel Mondo.

Quello di Lisbona è il secondo episodio, dopo quello ambientato in Medio Oriente (Episodio 01). Ecco quello che vedrete!

 

SINOSSI

La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo”.

(F. Pessoa, ‘Il libro dell’inquietudine’, 1982)

La serie-web Emergency Exit affronta in ogni episodio una diversa emozione legata al tema della diaspora dei giovani Italiani all’estero, che oggi ha numeri sempre più alti: oltre 90.000 partenze ogni anno. In particolare, in ogni episodio almeno uno dei protagonisti è partito dalle coste della Puglia, che ritorna nei loro racconti.

Lisbona rappresenta il capitolo sull’Amore, uno dei sentimenti che, in tutte le sue forme, muove l’uomo verso la propria personale ricerca della Felicità. Rispetto ad altre epoche storiche, tuttavia, viviamo in un tempo all’apice della crisi, dove l’assenza di lavoro è una caratteristica comune a tanti Paesi; questo ha fatto sì che il lavoro sia la ragione principale per cui oggi si fanno delle scelte, piuttosto che l’amore, l’amicizia o le proprie reali aspirazioni. Più l’occupazione scarseggia e più nella sua ricerca riponiamo ogni speranza di realizzazione personale, mettendo spesso da parte sogni, famiglia, radici, amici e amore, quasi come se poter fare ciò che si desidera fosse solo un privilegio per pochi e non un diritto normale a cui aspirare.

Il Miradouro

Il Miradouro

Così, abbiamo provato a chiedere ai nostri protagonisti qui a Lisbona se la ricerca del lavoro avesse in qualche modo influenzato o meno le loro vite, la loro scelta di trasferirsi, il loro presente, e quali fossero le loro sensazioni a riguardo.

Abbiamo incontrato Roberto, ricercatore romano che oggi a Lisbona ha trovato la propria collocazione lavorativa e soprattutto una relazione stabile  – con Luis. Roberto si interroga con noi su tutto quello che c’è attorno e dopo questa ‘scelta’ di andare via, che in fondo scelta non è, se è forzata da mancanza di meritocrazia e opportunità reali. Senza svelare nulla, la sua storia è purtroppo simile a quella di molti altri ricercatori emigrati.

Girando le interviste, viene fuori che il conflitto tra aspettative negate in patria e, viceversa, affermazione altrove ha prodotto, oltre che un vero e proprio esodo, una frammentazione dell’identità così radicale che non consente  comunque di essere ‘felici’, seppure quando ci si è realizzati lavorativamente.

Roberto (Lisbona)

Roberto (Lisbona)

Dello stesso avviso è Clelia, anche lei ricercatrice toscana emigrata in Portogallo: “Poter scegliere. Questo a noi non è dato. Poter sognare con parametri e priorità altre rispetto al solo lavoro. Non si è più in grado di seguire i propri desideri di giovane, o soltanto raramente: quando lo si fa, magari ci si sente in colpa e, quando non lo si fa, si soffre”. 

Clelia e la sua piccola Violetta

Clelia e la sua piccola Violetta

Chiude la rosa di testimonianze degli Italiani a Lisbona, la storia del giovane Andriese Michele detto ‘Mino’, che, pur avendo un lavoro ‘fisso’ in Italia, ha deciso di lasciarlo e di partire per seguire l’Amore: la sua compagna aveva trovato lavoro all’estero, a Lisbona. Qui si è reinventato con un progetto molto particolare (‘Uma pizza em companhia’) non senza nostalgia e paura, ma con coraggio e determinazione: “Se immaginavo che avrei vissuto qui un giorno? Bella domanda. Ora so che la mia casa è qui, a Lisbona, una città colorata, vivace, multirazziale. Ma potrei vivere ovunque nel mondo, l’importante è stare con chi amo”.

Ad accompagnare le voci dei protagonisti, le note del fado, le infinite citazioni cinematografiche (fra cui l’immancabile ‘Lisbon Story’ di W. Wenders) e le poesie di Pessoa.

Buona visione!

mino lisbona still

Mino (Lisbona)

Scheda tecnica
PRODUZIONE: OffiCinema DOC – REGIA DI: Brunella Filì – FOTOGRAFIA: Simone Danieli e Marco Agostinacchio – MONTAGGIO: Alessandro Alliaudi – SOUND DESIGN: Peppe Burrafato – ASSISTENTE DI PRODUZIONE e SOTTOTITOLI : Lucia Crollo – AIUTO REGIA Fabiano Coscia, Giuseppe Grasso – CAST PRINCIPALE: Mino Michele Magno, Clelia Bettini, Roberto Falanga.

Contatti: filibrunella@gmail.com e info@emergencyexit.it . Vi ricordiamo infine i prossimi appuntamenti con Emergency Exit – young Italians abroad:

Prossime proiezioni

Prossime proiezioni

INFO AGGIUNTIVE

Presentato al Parlamento Europeo a Bruxelles e selezionato al prestigioso Forum degli Italian Doc Screenings, il documentario cinematografico – che precede la serie web – ha raccolto molta attenzione dai media sia nazionali che esteri: Lee Marshall ne ha tratto  un articolo su Internazionale e la regista Brunella Filì ha presentato il progetto su BBC UK, TheGuardian, Rai3. Ne hanno scritto l’Espresso, LaStampa e il Corriere.

È il primo documentario italiano che racconta le storie dei giovani italiani all’estero, raccogliendone le voci, i sogni e le speranze per il futuro andando sl posto, in un viaggio intorno al mondo, direttamente, nelle città meta d’emigrazione. Le altre puntate sono ambientate a Bruxelles, in Oman, a Madrid e Parigi.

CONTATTI

Sito ufficiale: www.emergencyexit.it

Canale Vimeo Serie Web: https://vimeo.com/emergencyexit/videos

FACEBOOK: https://www.facebook.com/emergencyexitdocutrip

TWITTER: https://twitter.com/EmergencyTwit

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Due selezioni in concorso per “Emergency Exit – La Serie Web” e nuove proiezioni

On 30, mar 2016 | No Comments | In Diario, Info utili | By Brunella

Il prossimo tour di proiezioni di Emergency Exit!

Condividete, passate parola, siateci!

Locandina Proiezioni 2016

Le date del tour di Emergency Exit

Emergency Exit – young Italians abroad diretto da Brunella Filì e prodotto dalla casa di produzione pugliese Officinema Doc, è il primo, pluripremiato, documentario che racconta le storie dei giovani italiani all’estero. Dopo il successo ottenuto dal film grazie ai numerosi premi in festival nazionali e internazionali e l’arrivo sui colossi americani Itunes, GooglePlay e Netflix (http://www.netflix.com/title/80065487) , Emergency Exit e la serie web ad esso ispirata raggiungeranno nuovamente il pubblico internazionale nelle sale, in un lungo tour di proiezioni e festival.

Si partirà il 7 Aprile con la Festa do Cinema Italiano 8 e mezzo, a Lisbona, la più importante vetrina di film italiani in Portogallo, dove sarà presentata in anteprima il nuovo episodio, girato proprio a Lisbona. La puntata sarà poi immediatamente disponibile sul web, lo stesso giorno della proiezione.

Qui i dettagli sul nuovo episodio:LIsbona!

Si passa poi il 16 Aprile a Gualdo Tadino, con il prestigioso Premio Memorie Migranti, dove verrà ritirato il premio al Miglior Documentario sull’Emigrazione.

Il 19 Aprile importante appuntamento con il Festival del Cinema Europeo di Lecce, che ha selezionato in concorso “Puglia Show” la prima puntata della serie web girata in Medio Oriente (Oman), che potete vedere qui: PUNTATA UNO

Si chiuderà in bellezza negli Stati Uniti, in un coast to coast fra Los Angeles e New York City che prevede ben 7 proiezioni di Emergency Exit in Festival ed eventi speciali!

Ecco tutte le date finora confermate, dove saranno presenti anche la regista, la produttrice americana Beth di Santo ed alcuni protagonisti del film:

 

PROSSIME PROIEZIONI IN EUROPA

  • 07 Aprile – Lisbona – Festa do Cinema Italiano, SELEZIONE UFFICIALE
  • 12 Aprile – Vienna – Anteprima Austriaca
  • 16 Aprile – Gualdo Tadino (PG) – dove riceverà il Premio Memorie Migranti
  • 19 Aprile – Lecce – Festival del Cinema Europeo IN CONCORSO la serie web
  • 22 Maggio – Manchester                                                             
  • 27 Maggio – Oslo – Anteprima Norvegese

 

UNITED STATES PREMIERE TOUR

Emergency Exit porterà le storie dei giovani Italiani all’estero in ben sei città degli Stati Uniti, dove è stato in parte girato e dove risiede la produttrice esecutiva del film, Beth di Santo:

 

Still 02

Per guardare tutte le puntate della serie web, basta collegarsi al canale Vimeo: https://vimeo.com/emergencyexit

LINK per vedere il film: NETFLIX e ITUNES

Per tutti gli aggiornamenti, c’è la pagina Facebook www.facebook.com/emergencyexitdocutrip e il BLOG.

Per richiedere una proiezione, un dvd o organizzare una presentazione, scrivete a info@emergencyexit.it o visitate la sezione del nostro sito www.emergencyexit.it/richiedi

Per ulteriori informazioni, press kit, foto o richieste contattare la produzione: +39 3474044259

 

CONTATTI

Mail produzione: officinemadocsrls@gmail.com  Mail regista: filibrunella@gmail.com 

Vi aspettiamo!

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Episodio 01 della Serie Web: giovani Italiani in Medio Oriente

On 26, dic 2015 | No Comments | In Diario, Info utili | By Brunella

A tutti voi, la prima puntata della nostra webseries!
Condividete e commentate :-) 

Mentre il documentario cinematografico Emergency Exit – Giovani Italiani all’estero ha raggiunto il grande pubblico ed è ora visibile distribuito sui colossi Netflix, Itunes e Google Play  dall’Italia e dall’estero, dai prossimi mesi saranno in chiaro, uno alla volta, i 4 episodi della webseries ad esso ispirata, prodotta dalla pugliese Officinema Doc grazie al finanziamento del bando Principi Attivi Bollenti Spiriti, all’Apulia Film Commission e all’ufficio Pugliesi Nel Mondo RegionePuglia, con l’indispensabile supporto di Al Koor Viaggi, Piero Rossi e Maura Castagno.

La puntata, ambientata fra la Puglia e l’OMAN, continua a indagare la giovane emigrazione dall’Italia verso il mondo, aggiungendo questa volta un quesito in più, di stretta attualità.
Vogliamo provare a chiederci e far chiedere agli spettatori – attraverso le due storie parallele mostrate – se una convivenza fra tradizione islamica e culture diverse, occidentali, sia possibile, a quali prezzi, e se la prospettiva di una società multietnica è destinata, in fondo, a prevalere sulle divisioni e sugli estremismi, in questi tempi difficili. Altro tema della puntata sono i beni culturali e archeologici, di cui l’Italia ha il patrimonio maggiori nel mondo, e della scarsa valorizzazione che ne facciamo rispetto ad altri Paesi.

SINOSSI:

E’ l’alba nel deserto. I suoni leggeri del mattino ci immergono dolcemente nell’atmosfera dell’inizio della giornata dei giovani archeologi italiani emigrati a DABA, nel Nord dell’Oman, per lavorare presso lo scavo di una grande tomba. Un villaggio sul mare quasi rurale, con poca popolazione, molti animali, rada vegetazione. La sabbia si muove impercettibile, il rumore del vento che ne fa scivolare i granelli.
La prima preghiera del mattino risuona dalla Moschea, che risplende illuminata dalle prime luci del sole che sorge, allunga le ombre e tinge di rosa le montagne circostanti.
Il mare mormora in sottofondo. Gli archeologi si svegliano, fanno colazione, raccolgono i loro strumenti e si dirigono a lavoro, verso lo scavo, con la loro squadra di operai musulmani, tutti vestiti di bianco, dalle lunghe barbe scure e dai profondi sguardi fieri. Sono appena le 6 del mattino.
Nel frattempo, nella capitale Muscat, un giovane insegnante di violino nato in Sicilia, Mauro, si è trasferito da appena un mese per insegnare in un’Accademia di Musica Omanita. Alternando lezioni di violino e passeggiate nel Suq, Mauro racconta le sue impressioni su questa nuova vita. Saranno importanti per capire luci e ombre di una scelta così radicale, piena di soddisfazioni e speranza verso il futuro, ma anche di dispiacere verso quello che ha lasciato.

Seguono i protagonisti Brunella (regista) e Simone (direttore della fotografia) il cui avventuroso on the road in autostop è raccontato attraverso dei flashback.

In attesa delle prossime puntate, ricordatevi che è possibile richiedere una proiezione del documentario originale anche nella vostra città, in Italia o all’estero, scrivendo una mail a info@emergencyexit.it oppure mandando un messaggio sulla nostra pagina Facebook sempre aggiornata.

Netflix per EmergencyExit

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Guarda il documentario Emergency Exit su NETFLIX, iTUNES e GOOGLE Play

On 04, nov 2015 | No Comments | In Info utili | By Brunella

01_Netflix_Web_Emergency

Finalmente ci siamo. Emergency Exit ha una distribuzionePer molti mesi ci avete chiesto con messaggi, email, segnali di fumo da ogni parte del mondo come, dove e quando sarebbe stato possibile vedere il documentario. Abbiamo lavorato moltissimo per raggiungere questo importante traguardo e rendere il nostro film indipendente fruibile in Italia e all’estero, perché potessero vederlo tutti e, soprattutto, chi sente di avere un legame e un’identificazione con queste storie. 

Oggi tutto questo è reale: con immenso orgoglio possiamo comunicarvi che tre colossi internazionali della distribuzione digitale hanno scelto Emergency Exit fra i film italiani del loro catalogo.

Da oggi infatti potrete guardare Emergency Exit in streaming su NETFLIX, ITUNES e GOOGLE PLAY.

Ecco i link diretti al film e buona visione!

GUARDA EMERGENCY EXIT SU NETFLIX

ACQUISTA O NOLEGGIA SU ITUNES

ACQUISTA O NOLEGGIA SU GOOGLE PLAY

Dopo il successo ottenuto dal film grazie a numerosi premi in festival nazionali e internazionali, Emergency Exit, nato dal crowdfunding in rete, va di nuovo a segno, a dimostrazione del fatto che il tema trattato interessa molte persone, ma soprattutto i media stranieri: il documentario è stato infatti prescelto dal colosso americano NETFLIX per entrare a far parte dei pochi film italiani presenti nel suo celebre catalogo on demand, al suo arrivo per la prima volta in Italia, quest’autunno.

Dal 22 ottobre è infatti possibile guardare il documentario Emergency Exit in streaming UltraHD, assieme a molti altri contenuti, serie tv e film fra i più popolari nel mondo, semplicemente registrandosi al sito www.netflix.com gratuitamente, senza alcune interruzione pubblicitaria e su tutti i dispositivi.

E non solo: naturalmente anche essere su Itunes e Google Play è un fortissimo risultato. Il merito va a tutti quelli che lo hanno cercato in questi mesi in rete e specialmente a chi ha voluto credere in questo film. Ci auguriamo che siate in tanti a vederlo su queste piattaforme, che crediamo possano essere il futuro del cinema indipendente, abbattendo le barriere della grande distribuzione che spesso esclude i film a basso budget o di autori esordienti.

Emergency e ITUNES

Emergency e GOOGLE PLAY

 

Cliccando sulle immagini andrete direttamente allo streaming di Emergency Exit.

Aspettiamo i vostri commenti e recensioni adesso!

Per ora è tutto. In attesa delle prossime date di proiezione in pubblico, ricordatevi che è possibile richiedere una proiezione nella vostra città, in Italia o all’estero, scrivendo una mail a info@emergencyexit.it oppure mandando un messaggio sulla nostra pagina Facebook sempre aggiornata.

Netflix per EmergencyExit

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18

dic
2014

No Comments

In webseries

By Brunella

EMERGENCY EXIT CALL FOR STORIES: A VOI LA SCELTA!

On 18, dic 2014 | No Comments | In webseries | By Brunella

Infografica-definitiva

Le storie della prossima puntata le scegliete voi!

Siamo pronti a ripartire. Entro Gennaio inizieremo la lavorazione della prossima puntata della nostra serie web, ispirata al documentario cinematografico Emergency Exit – Storie di giovani Italiani all’estero (un film che, come sapete, ora è in fase di distribuzione attraverso Festival e proiezioni speciali su richiesta, scriveteci!), prodotta grazie a Principi Attivi della Regione Puglia, al sostegno di Apulia Film Commission e dell’Ufficio Pugliesi nel Mondo.

Come sapete, sinora abbiamo girato a Bruxelles, Madrid e Lisbona, raccontando storie di vita all’estero e descrivendo, attraverso le voci lontane dei protegonisti, un variegato affresco psicologico dell’Italia di oggi.

Ci manca ancora una destinazione, un racconto da raccogliere, questa volta fuori dall’Europa. Ma dove andare? Sono tantissime le storie che finora ci avete mandato ed è davvero difficile decidere. Qui vi proponiamo alcune idee che ci sono piaciute, ma altre ne attendiamo da voi che siete all’estero, o dai vostri amici e parenti expat ovuque nel mondo, purchè con la voglia di raccontarsi.

  • Andiamo a scoprire com’è la vita dei giovani italiani emigrati in Australia Occidentale, a Perth, a lavoro nelle miniere di ferro  o nelle grandi farm agricole, cercando di ottenere un visto immigrazione permanente?

  • Oppure andiamo a raccontare la vita dei nostri connazionali in California, Stati Uniti, che ci aspettano in Silicon Valley, fra successi incredibili ma anche ritmi di lavoro incessanti e spesso alienanti, non meno di 12 ore al giorno? E poi, non solo S. Francisco, qui:  ma anche le storie quotidiane disperse fra le trafficate strade di Los Angeles, inseguendo sogni di gloria…

  • O ancora: lo sapevate che ci sono squadre di giovani archeologi e ricercatori italiani che curano scavi nei siti preistorici dell’Oman, in Medio Oriente? Vi piacerebbe sapere come ci si adatta alla vita vicino al deserto, pur di fare il lavoro per cui si è studiato?

  • Non è ancora finita: il Sudamerica (l’Argentina e soprattutto il Brasile) – un tempo terra promessa dei nostri nonni contadini emigranti a fine ‘800 – oggi torna fra le mete predilette dei giovani italiani all’estero. Questa volta la spinta non è la fame di inzio Novecento, bensì la crisi economica. Ad esempio il Brasile, che recentemente è stato premiato con upgrade di Standard & Poor’s, sta infatti rivedendo la sua politica sull’immigrazione in modo da favorire l’ingresso di professionisti altamente qualificati nelle imprese brasiliane. Nonostante le sue grandi contraddizioni e disparità tra classi sociali, offre una possibilità ai giovani imprenditori emigranti.

Queste sono solo alcune idee.

Qual è la vostra preferita? 

O ne avete di nuove e più interessanti? 

Scriveteci, raccontateci la vostra storia dall’estero o metteci in contatto con la vostra rete di amici espatriati, condividete questa casting call!

Naturalmente partiremo come sempre dalla Puglia, ma cerchiamo storie da tutta Italia: scriveteci attraverso la nostra pagina Facebook oppure all’indirizzo mail officinemadocsrls@gmail.com

LA PUNTATA PILOTA

 

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CI SIAMO.

Come promesso e per rispondere a quanti di voi ci chiedono come procede il lavoro, a cui in molti avete contribuito su Indiegogo, vi aggiorniamo sullo stato del documentario e sulla data di uscita.

Come ricorderete, eravamo rimasti a Maggio, all’ultima tappa del docu-trip negli Stati Uniti, a New York City, dove siamo atterrati dopo che una produttrice americana – Beth – aveva deciso di finanziare parte del progetto – la fase di post produzione – attraverso Indiegogo e altri sostegni diretti una volta arrivati in USA.

Così, abbiamo deciso tutti insieme che, per comodità, ci saremmo fermati per circa due mesi a NY, dove, oltre a girare le ultime interviste, avremmo anche terminato il montaggio, la color correction e l’audio mixing, con uno staff tutto reclutato sul posto, in grado di terminare la post produzione del film.

Ed ora eccoci qui, in Italia, due mesi dopo.

Com’è andata?

Beh, come ogni sogno americano che si rispetti (e questo lo sapete se avete visto i tanti film che ne parlano), non è tutto oro quello che luccica, c’è sempre un prezzo da pagare e anche questa grande esperienza di vita americana, cui nessuno avrebbe potuto dire di no, lo ha avuto… in termini di tempo ‘perso’. Sorvolo, al momento, sulle mie considerazioni personali circa mia esperienza a New York in questi mesi, sicuramente molto interessante, per andare al dunque e raccontarvi solo del documentario. Prometto che il post ‘post-NY’ arriverà!

Tornando dunque alle sorti del nostro documentario, se da un lato sono pienamente soddisfatta delle interviste e delle persone incredibili che abbiamo incontrato e intervistato (Alessia, Andrea, Matteo e Chiara, di cui vi ho parlato nei post precdenti), della ricchezza che le le loro testimonianze hanno dato al film che vedrete, dall’altro lato, quello tecnico, che attiene al montaggio del film, purtroppo non è andata affatto come speravamo. Il lavoro, sebbene sia stato condotto dalla montatrice con molte energie, ha del tutto disatteso le nostre aspettative dal punto di vista della qualità formale, dell’emotività e dell’originalità del discorso. Oltre a non essere stato portato a termine nei tempi previsti. E’ stato un grosso errore di valutazione da parte nostra nella selezione dello staff con la sensibilità e l’esperienza più adatta al tema, al linguaggio e allo stile di tutto il progetto.

Può succedere. Un film è un’entità imprevedibile nel suo processo produttivo, ancora di più se si tratta di un documentario indipendente, che non ha una sceneggiatura da seguire. Sta all’abilità del montatore dare un apporto originale ed una struttura narrativa coinvolgente ai contenuti selezionati dal regista e dall’autore.

Per farvela breve: non volendo accontentarci di un prodotto finito che non restituiva la profondità del tema e delle storie, dopo tutto il lavoro condotto in un anno di viaggi e la fatica di tante persone coinvolte, una volta tornata in Italia ho deciso insieme al mio staff di fare un passo indietro e rimettermi al lavoro rimontando il documentario, completamente.

Una decisione che abbiamo preso, dopo un inevitabile primo momento di frustrazione e delusione, con estrema consapevolezza. Meglio ritardare i tempi, rinunciando al lancio che avevamo programmato, ma almeno mostrare un film più profondo e articolato, in cui riconoscere l’identità iniziale di questo progetto, che potesse smuovere qualcosa, restituire autenticità ed approfondimento, ma che allo stesso tempo non perdesse il suo lato artistico e creativo.

Così stanno le cose, ed era doveroso aggiornarvi su quanto accaduto.

Questo ha portato naturalmente all’allungarsi dei tempi di post produzione, dato che dal nostro rientro e per tutta l’estate dovremo continuare il lavoro ma… finalmente adesso possiamo comunicarvi che il ri-montaggio è quasi terminato e che il documentario definitivo sarà presto pronto per l’audio mixing, il sound design e la color correction, le ultime fasi di un film – durata: circa due settimane di lavoro – che si svolgeranno dalla fine di Agosto alla metà di Settembre circa a Torino.

Possiamo quindi confermare l’uscita entro il mese di Settembre, in anteprima soltanto per i funders di Indiegogo che riceveranno il download o il dvd prima di chiunque altro :-)

Successivamente, il destino che vorremmo per il documentario sarebbe che circolasse il più possibile in ambiti pubblici, in Italia ed all’estero, dove magari aprire un dibattito e parlare dei temi trattati: rassegne, festival, eventi e manifestazioni culturali e via dicendo. Chiunque vorrà segnalarceli, da ogni paese del mondo, sarà il benvenuto. E poi chissà.

Vi auguro una buona estate, ovunque voi siate nel mondo, anche da parte di tutto il nostro staff. Arrivederci a Settembre!

PS: E ancora Grazie per la pazienza, il sostegno e l’incoraggiamento che ci fate arrivare coi vostri messaggi.

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Laureati Italiani vendono pesce in Norvegia. Con un dettaglio…

 Già, forse lo sapevate. E sapevate anche che li vedrete e sentirete nel nostro documentario. Gli Italiani in Norvegia.

In particolare noi vi racconteremo la vita a Bergen di Marco, 33 anni, di origine Catanese, trasferitosi a Bergen da ormai tre anni, dopo la laurea a Bologna. Insieme a Marco, naturalmente, scoprirete anche tutto il micro-cosmo umano che compone il Fishmarket, dove appunto, uomini e donne di varie età e nazionalità trascorrono 4 mesi l’anno vendendo stoccafissi, salmone, balena, granchio reale e molto altro ai turisti di tutto il mondo. Piccolo dettaglio: il loro stipendio è di 4 mila euro al mese. Sì, avete capito bene.

La realtà del Fishmarket (o Fisketorget), va precisato, non accoglie solo laureati, ma anche tanti giovani dallo spirito cosmopolita che hanno avuto voglia di fare un’esperienza sicuramente molto particolare, che li porta a contatto con tanta gente e con un life-style differente e da cui sicuramente si resta sorpresi in positivo: tante false leggende sulla vita al Nord vengono sfatate, lasciate che ve lo dica, si vive molto molto meglio di come uno possa immaginare, a Bergen, poichè è una città universitaria, piccola ma vivace, immersa nella natura, ma anche piena di servizi e ben collegata. Con un costo della vita alto, è bene dirlo e lo vedrete nel film, ma con stipendi alti e molto tempo libero che spetta di diritto ai lavoratori.

Dicevamo però che ci sono anche tantissimi laureati a lavorare al mercato del pesce, ed il motivo è assai semplice: se dopo la laurea, in Italia, ad esempio, devo accontentarmi di far gavetta o di lavoretti per campare (senza essere choosy, sic!) e nell’attesa di un impiego all’altezza della mia preparazione devo adattarmi a uno under-skilled… a questo punto meglio farlo in Paese dove la paga è più alta e posso mettere da parte i contributi, perchè è tutto, assolutamente, IN REGOLA.

Non è che siano ‘laureati’ per caso: il loro è un lavoro che richiede, oltre a innate doti comunicative e persuasive (in fondo si tratta di vendere roba carissima!) anche di essere poliglotti. Ognuno di loro non sa meno di tre lingue. Marco, quando è arrivato, conosceva – oltre all’italiano chiaramente – inglese e spagnolo. Stando lì ne ha imparate altre vedendosi passare giorno dopo giorno davanti cinesi, giapponesi, russi, tedeschi, danesi, etc. Una delle cose più divertenti che vedrete nel film è il suo piccolo segreto per attirare più clienti delle altre bancarelle: un taccuino con le frasi chiave per ogni idioma, che all’occorrenza tira fuori per incuriosire clienti sorpresi di vedere un VERO siciliano parlare il mandarino o il thailandese. Vi garantisco che ci sono scene esilaranti. Un’altra cosa divertente è il cartello, rigorosamente per abitanti della Trinacria, ‘Parramu sicilianu’.

Ma non vi svelo altro di questo ‘mondo’ a se, che fa da polo di attrazione, circondato dai meravigliosi fiordi, per tutta una generazione di Europei, in particolare quelli provenienti dagli Stati Mediterranei maggiormente colpiti dalla crisi (i PIGS, acronimo di Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, ma che in inglese significa “maiali”). Per vedere tutto il film, che sarà completato a fine Marzo, non vi resta che contribuire su Indiegogo, anche con pochissimi euro, il costo di una birra norvegese, avrete diritto a una copia! Grazie.

Per altre info, vi consiglio questo articolo qui http://solferino28.corriere.it/2013/02/08/i-laureati-italiani-che-vendono-il-pesce-in-norvegia/ sul corriere

PS: piccola postilla finale: è EVIDENTE che la Norvegia non accoglie laureati solo al Fishmarket: con la sola conoscenza dell’inglese, non per forza del novegese, c’è un mare di possibilità per tutti i GIOVANI, alla pari, in campi quali la ricerca, l’ingegneria, il turismo e anche la cultura: la Norvegia finanzia moltissime opere artistiche e in particolare Bergen ha un’offerta culturale assai vasta.

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Prossima destinazione: Londra. Ecco un’anteprima!

A Febbraio la troupe leggera di Emergency Exit raggiungerà il Regno Unito: Londra è la città con il più alto numero di emigrati Italiani nel mondo. Non è una grande sorpresa, in effetti! E’ impossibile intervistare tutti i giovani Italiani con cui siamo entrati in contatto e che ci hanno scritto, ma sono molte le storie che raccoglieremo: una principale (che non vi svelo, per ora!) e che sarà tra i sei protagonisti del documentario; le altre testimonianze invece, le ascolterete pian piano nei contenuti extra del film a cui potranno accedere i nostri sostenitori qui su Indiegogo , che aspettate a contribuire? Basta davvero poco!

Per darvi un assaggio delle voci londinesi, ecco un messaggio che mi è arrivato attraverso il sito ufficiale. Mi ha colpito molto e merita di essere letto. E’ di Chiara, che fa parte di una giovane community di artisti e musicisti a Londra, tutti emigrati in UK da Italia, Spagna e Grecia…

Salve, felice di sentire che esiste gente come voi che fa sentire la voce dimenticata di giovani italiani costretti a emigrare per un futuro migliore, come gli anni ‘50, quando gli italiani partivano per la Germania, la cosiddetta “Terra promessa”. Un esodo che a distanza di tempo si ripete nelle sue drammatiche dinamicità uguale o forse peggiore. Un anno fa scrivevo sul noto Fatto Quotidiano questo articolo, che racconta una modesta storia come tante altre storie.
 A 19 anni ho lasciato la mia Sicilia per andare a studiare a Roma, all’università “La Sapienza”, non appena terminati i miei studi in Mediazione Linguistico Culturale, ho deciso di partire per Londra. Unendo le mie due passioni, le lingue e la musica, sono riuscita a sperimentare me stessa. In Inghilterra, grazie ai cosiddetti Student loans ho avuto l’opportunità d’intraprendere nuovi studi innovativi per chi decide di creare arte, di fare musica. Così mi sono diplomata alla Drumtech di Londra e poi di nuovo alla Thames Valley University in Popular Music Performance con specializzazione in batteria. Qui, ho avuto tante opportunità non solo lavorative ma anche di crescita personale. Ho vinto le mie piccole sfide: ho studiato il mio strumento con la stessa serietà di chi studia medicina o ingegneria, mi sono esibita e mi sono messa in gioco guadagnando esperienza musicale e artistica.
Londra è una città dalle mille sfumature che offre opportunità valide e concrete e permette alla sua gente di reinventarsi ogni giorno senza perdere la voglia di fare, di continuare, di lottare e quindi di migliorare. Una sorta di “Happy land” dove c’è tutto ciò che serve ma … non è la tua nazione e tu, in un modo o nell’altro, rimani un forestiero.
Dopo 5 anni prevale ancora il mio desiderio di vivere una vita italiana in quanto cittadina italiana, e la mia voglia di rimpatrio è tanta quanto la tristezza di guardare da lontano un paese alla deriva, e di sapere che forse rimarrà sempre un miraggio. Se da una parte i miei Cv in Inghilterra ottengono sempre una risposta, in Italia regna il silenzio costante, nessuno risponde neanche per darti il commiato. Allora, mi chiedo, è valsa la pena fare tutto questo per poi rendermi conto che alla fine ho comunque perso? Sì, perché ho perso la mia nazione e con la mia nazione, forse, un po’, pure la mia identità. Questa storia piena di “forse” e di “perché” lascia il tempo che trova, parole lette e poi gettate al vento che non trovano spiragli di luci, né porti su cui approdare. È chiaro che l’Italia, il Regno delle dame, non ha tempo per gente seria … quella al massimo può andare a lavorare … magari all’estero!
La mia storia, oggi, continua a essere scritta sempre dall’estero. Ho creato un’attività con un piccolo prestito, niente finanziamenti o aiuti per giovani imprenditori, e la stessa continua a crescere dopo un anno di attività con tante soddisfazioni personali; anche se spesso per mantenere vivo il progetto, che offre lavoro autonomo a circa 10 persone ( ITALIANI E SPAGNOLI), vado a fare anche due o tre lavori. In poche righe ho delineato il proseguimento della mia e di altre storie che si sono incrociate all’estero, ma sarei lieta di parlarvi in dettaglio di questa mia attività.
Vi seguirò con molto attenzione.In bocca a lupo anche a voi,
Kiara da Londra

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Points of view: Bill Emmott

On 10, dic 2012 | No Comments | In Points of view | By Brunella

Point of view di uno dei prossimi intervistati di Emergency Exit: BILL EMMOTT, ex direttore dell’Economist e editorialista de La Stampa.

La Stampa – Un Paese che rifiuta la realtà.

 Questa invece riassume gli ultimi commenti dei nostri protagonisti all’estero, alla notizia di una probabile ri-candidatura di Berlusconi. Massima solidarietà!

Altan ©

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